AZZURRA
Gli anziani genitori di Sigismondo si erano spenti lo stesso giorno, tanto improvvisamente quanto repentinamente si erano ammalati. Curiosamente, ai loro funerali era stato presente soltanto Tancredi. Dei Malinverni, soltanto Annetta era riuscita a farsi viva e pure con notevole ritardo, quando la cerimonia di sepoltura si era oramai conclusa. Sigismondo stava passeggiando solo per il cimitero, con aria sconsolata, quando Annetta lo aveva raggiunto, perchè nel frattempo Tancredi, richiamato da una telefonata urgente che proveniva dalla sua ditta oramai in fase di chiusura, era stato costretto a correre via, suo malgrado. Se i Malinverni, eccettuata Annetta, non si erano fatti vivi e senza dare spiegazioni, il che non era affatto da loro, era dovuto all'improvviso parto di Gigì, avvenuto con tre settimane di anticipo rispetto a quanto prospettato dal suo ginecologo. Mattia si trovava al lavoro, in quel momento. Marilia stava dando lezioni di piano a una ragazzina nello studio dell'appartamento. Luigi si trovava in cantina, a riparare il computer di casa che presentava parecchi malfunzionamenti. Erano quindi corsi Aurelio e Annetta, prendendo l'auto che Mattia lasciava sempre loro, raggiunti in seguito in maternità da Marilia e Luigi e più tardi da Mattia, al quale l'affezionato proprietario della fabbrica di camicie presso cui lavorava aveva dato volentieri il permesso di uscire con largo anticipo, in occasione della nascita della sua nipotina. A Gigì e Aurelio era infatti nata una bellissima bimba, che avevano chiamato Azzurra. La piccola aveva deciso che era il momento di venire al mondo giusto il giorno dei funerali del vecchio Rizieri e della sua signora, quindi per Sigismondo quell'inusitata assenza dei vecchi amici si era rivelata perfettamente comprensibile, una volta che Annetta, tra un rantolo e l'altro a causa della corsa affannosa per raggiungere l'amato amico, gli aveva raccontato del lieto evento. La donna, infatti, aveva per forza di cose dovuto lasciare agli altri membri della famiglia l'auto parcheggiata nel cortile della maternità, per permettere ai suoi fratelli di ritornare a casa senza che si sfiancassero ulteriormente, una volta terminato l'orario delle visite. Annetta aveva aspettato che i medici riportassero la notizia che il parto era avvenuto senza complicazioni di sorta, sia pure avendo dovuto praticare un cesareo a Gigì, e dopo aver visto personalmente che neomamma e figlioletta non correvano pericoli, aveva lasciato i suoi fratelli e il cognato per correre di gran carriera verso il cimitero, dal suo Sigismondo.
La nascita di Azzurra non soltanto aveva ricolmato di felicità casa Malinverni, ma aveva fatto il miracolo di scuotere Rizieri dal suo torpore, strappando via la malinconia dell'uomo. Sigismondo si era affezionato immediatamente alla piccola Azzurra, sin dalla notizia della sua nascita. Sentiva che la neonata apparteneva alla sua vita, come se lui ne fosse uno zio, anzi, forse perfino un nonno. La felicità che provava quando zia Annetta la portava con sè durante ogni visita che si premurava di fargli, era indescrivibile. Annetta Malinverni portava Azzurra da zio Sigi tutti i sabati, nel pomeriggio. E Sigismondo viveva in attesa di quei momenti. A cominciare dalla domenica, contava i giorni e le ore che mancavano al fatidico incontro. E a dispetto delle sue finanze, che erano quelle che erano, si studiava perfino di come fare dei regali alla neonata. Di solito si trattava di cianfrusaglie reperite ai mercatini dell'usato in cui portava i propri oggetti e qualche pezzo di mobilio da mettere in vendita. Lasciato il dovuto, se ne tornava una volta con una piccola bambola, un'altra volta con un'automobilina, poi con un bavaglino e quant'altro gli paresse consono per una piccina dell'età di Azzurra. Regali che, una volta a casa Malinverni, genitori e zii disinfettavano per bene, prima di azzardarsi a metterli in mano alla bimba, trattandosi di oggetti usati impilati alla meno peggio nei disordinati mercatini dell'usato. Riconoscevano però il buon cuore dell'amico, che non poteva permettersi di comprare nulla di nuovo, nulla di ben tenuto dietro le vetrine di appositi e costosissimi negozi dedicati all'infanzia. Sapevano che quei regalini, per un uomo nelle condizioni di Sigismondo, dovevano rappresentare sacrifici personali anche grandi, ma il loro amico non voleva assolutamente mai saperne di far tornare a casa la piccola Azzurra a mani vuote, per quanto lo pregassero di non spendere. Annetta portava a casa ogni volta quegli oggettini con animo raggiante. La generosità di Rizieri verso la sua nipotina la rendeva innamorata ogni volta di più dell'uomo. Anzi, l'arrivo della piccola Azzurra faceva da collante tra i due, uniti come non mai dal reciproco amore per la neonata. Le speranze di Annetta Malinverni verso l'amico Sigismondo si erano perfino accentuate. Ma l'uomo in realtà non era più innamorato di lei di quanto non lo fosse mai stato durante i decenni della loro conoscenza. Azzurra aveva portato una grande ventata d'aria fresca nella vita di Rizieri, ma egli pur sempre non dimenticava Marilia. Aveva accantonato i suoi sentimenti, che però erano ancora lì da qualche parte, se lo sentiva. Soltanto che ora aveva qualcos'altro di altrettanto bello a cui pensare e per di più senza il peso dell'ombra di disperazione di cui l'amore non corrisposto per Marilia lo caricava. Tanto sollevato si ritrovava il suo animo, al punto da farsi abbastanza coraggio da cominciare a darsi da fare per cercarsi un lavoro.
Ps.: immagine Pixabay 100% free (https://pixabay.com/es/photos/beb%c3%a9-pies-linda-ni%c3%b1o-infantil-2395283/)