PARENTI SERPENTI atto settimo
Antonio Casapazza era sempre dipeso economicamente dalla moglie per concludere i suoi affari. Era infatti sempre stata Gertrude a elargire il denaro con cui lui apriva una ditta dopo l'altra, che immancabilmente falliva: non fosse per il carattere dispotico di lei e per il fatto che la signora non avrebbe mai speso un solo centesimo che considerasse spreco di denaro, avrebbe potuto pensare che volesse ricompensarlo per i continui dispiaceri che i fallimenti cagionati dall'ambizione del cognato gli procuravano. In realtà Antonio aveva capito che sua moglie non gli rifiutava mai il denaro necessario per fargli aprire il nuovo stabilimento di turno, anzi, gliene offriva di sua spontanea volontà, con l'unico scopo di preparare un terreno fertile di pazienti per il manicomio comunale con l'unico scopp di accrescere la fama del suo amato fratellino. Ah, a lui si che teneva davvero! Che orgoglio familiare a ogni successo del grande psichiatra, direttore del manicomio civitese, ogni volta che pubblicava un nuovo volume, un nuovo articolo scientifico, ogni volta che teneva un discorso in una conferenza riguardo alle sue nuove scoperte! Certo, grazie alle ditte del cognato dalle quali attingere sempre nuovi e freschi pazienti, il professor Capra non era mai a corto di novità per riuscire a pubblicare fiumi di inchiostro. Ma con la ditta SPERANZA era diverso. Doveva essere diverso. Grazie alle strategie messe in atto, lo stabilimento doveva accordargli il lucro necessario non soltanto a rendersi indipendente da sua moglie, ma anche ad acquisire un discreto successo personale. E infatti, ultimamente così sembrava stesse accadendo. Per lo meno fino a quando non s'era visto arrivare nel suo lussuoso ufficio, tutto trafelato, una spia dell'agenzia investigativa che aveva contrattato. Quest'ultimo vestiva i panni del nuovo capo magazziniere, in quanto il suo vero compito era quello di sorvegliare il reparto degli uomini di fatica, tra i quali erano contrattate altre spie. Magazzinieri, qualificati e non, e manovali, qualificati e non, tutti dovevano essere sottoposti a occulto esame, non sia mai ci scappasse il disadattato di turno, lo psicolabile, il mentalmente disturbato.
-Dottor Casapazza, non immagina cosa ho scoperto...
-Dica, dica, mio caro, sono ansioso di sapere.
-Quattro anni, e non mi capacito di come la cosa sia potuta sfuggire ai miei colleghi. Eppure loro sono a stretto contatto, giorno dopo giorno, straordinari compresi, con...
-Come? Che? Antonio Casapazza non faceva che interrompere il suo interlocutore, iniziando a sudare freddo.
-Un suo dipendente mostra chiari segnali di disturbi ossessivi. Si tratta palesemente di un friendzoner che convive da almeno una ventina d'anni con tale condizione. Ha la fissa di una certa insegnante di pianoforte che a suo dire lo avrebbe snobbato per sposare un tale Luigi o Gino o come diavolo si chiami il marito di quella lì. Io sto qui da poco, mentre i miei colleghi che recitano i ruoli di magazziniere e manovale stanno qui da anni, ma mi sentiranno, eccome...
-E chi è questo soggetto ad alto rischio che potrebbe mandare in frantumi la mia ditta? -aveva nuovamente interrotto, nervoso, Casapazza.
-Uno dei manovali non qualificati, assunto quattro anni fa. Un certo Sigismondo Rizieri...
Ps.: immagine Pixabay 100% free (https://pixabay.com/it/photos/serpente-pitone-rettile-animale-771541/)