NUBI ALL'ORIZZONTE atto secondo
I Malinverni erano perfettamente al corrente delle condizioni lavorative in cui s'era ritrovato il loro caro vecchio amico Sigismondo. E sapendo quanto fosse per lui importante la presenza della piccola Azzurra, avevano cercato di adattare le loro domeniche, nei limiti del possibile, alle tempistiche di Rizieri. Di solito la domenica era caratterizzata da impegni ecclesiastici nella loro piccola comunità battista calvinista, l'unica presente a Civitopia: in particolare, Marilia vi suonava il pianoforte e Gigì prendeva parte al teatro religioso. Ovviamente i familiari rimanevano presenti quando le due donne dovevano trattenersi più del solito per le prove musicali e teatrali, per dar loro sostegno e supporto. Mattia e Luigi, inoltre, spesso ricoprivano incarichi di portinaio e tesoriere, mentre Annetta e Aurelio facevano i turni per le pulizie e la cucina con gli altri compagni di fede. Ma quando non vi erano particolari impegni o eventi comunitari, uno alla volta avevano trascorso qualche domenica pomeriggio con l'amico Sigismondo, portando con loro Azzurra tutte le volte che risultava possibile. Anche Marilia, una volta resasi conto che la sua presenza non faceva più soffrire pesantemente l'amico, era andata più volte a visitarlo con la nipotina, spesso accompagnata da Mattia, Aurelio o Gigì. In ogni caso, mai da sola. Luigi aveva preferito invece non farsi vedere, sapendosi la fonte principale delle paturnie di Sigismondo Rizieri. Annetta, dal canto suo, non s'era mai fatta viva in compagnia di sua sorella, non sopportando di uscire perdente dal paragone che il suo grande amore di tutta una vita faceva tra loro. Le più belle domeniche per Sigismondo erano state quelle in cui portavano Azzurra, quando la bimba non doveva rimanere per forza di cose a casa perchè affetta dai soliti disturbi che sogliono attingere i piccoli e i piccolissimi quand'è ora di mettere i primi dentini oppure durante i primi freddi. Ne era conseguito che zio Sigi riusciva a vederla si e no una domenica al mese, mentre lavorava. Se solo avesse potuto andare a visitarla a casa Malinverni qualche domenica pomeriggio, anzichè attendere perennemente l'arrivo degli amici con la bimba! Ma ovviamente, per non rischiare di ritrovarsi davanti a Luigi Alberti, la cui presenza bastava a farlo sentire una nullità, non vi si era mai più presentato da quando Marilia s'era accasata. Allora, i lamenti per la disdetta di non aver potuto sposare lui l'amata Marilia, che gli erano usciti a mo' di sfogo per la mancanza della piccola Azzurra, erano risuonati più alti di quanto avrebbero dovuto una volta di troppo, costandogli il posto di lavoro. Che se da un lato gli era stato stretto per la lontananza dalla bimba, dall'altro lo avevano reso un uomo socialmente accettabile. E fu così che Sigismondo aveva iniziato a ritenere insoffribile la fatidica domanda lavori?, che il civitese medio aveva per vizio sulle labbra al posto di come stai? Ma se soltanto avesse saputo che la sua ultima reazione al lavori? di troppo gli sarebbe costata innanzi tutto la perdita dei denari che aveva da parte, a causa di quell'oscena, iniqua e impagabile multa, e alla fine pure la casa, si sarebbe astenuto dall'acquistare quell'infame confezione di borlotti che lo aveva rovinato. Anzi, quel giorno non sarebbe neppure uscito di casa per recarsi all'oscuro discount che aveva funto da scena del crimine. Ma perchè quell'untuoso proprietario del mercatino dell'usato doveva trovarsi lo stesso giorno alla stessa ora nello stesso luogo in cui vi si trovava lui? E soprattutto, perchè vi si erano trovati pure il vice-comandante Testa con il suo agente?
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