LOTTA DURA SENZA PAURA atto secondo
Azzurra, traumatizzata per essere stata strappata via ai cari zii dopo avere assistito all'incidente mortale che le aveva portato via i genitori e lo zio Luigi, non riusciva a mangiare nulla. L'altruista donna delle pulizie che l'aveva presa a cuore, ogni qualvolta presente faceva l'impossibile per animarla e farle buttar giù qualche boccone, tra mille facezie, riuscendoci, a stento, solo al terzo tentativo.
-Sono davvero felice che questa bimba abbia parenti in vita-, aveva affermato abbordando i Malinverni, cercando di non essere vista e udita dal personale qualificato dell'orfanatrofio, non appena constatato che si trattava degli zii venuti a reclamarla alla direzione.
-Qui la trascurano affatto e quando non ci sono io non mangia nulla. Ma non so per quanto tempo riuscirò a starle vicino. Prima o poi mi pizzicheranno e mi licenzieranno con il pretesto dell'abuso di professione perchè sono soltanto una donna delle pulizie e avrei preteso di fare l'educatrice. Rischio pure una causa penale, dato il genere di pretesto. Signori, se non ve la fanno portare a casa, prendetevi un buon avvocato che sappia il fatto suo. Io non potrò più esserle d'aiuto quando non sarò più qui. Ora la vostra nipotina ha pure un ginocchio sbucciato: uno di quegli scalmanati adolescenti l'ha spinta mentre s'incamminavano al refettorio per il pranzo di oggi. Alcuni di quei ragazzi in un paese civile avrebbero un futuro da galeotti, credetemi, se prima non finiscono nel solito posto che sappiamo tutti.
La buona signora intendeva ovviamente il manicomio comunale. Nonostante le leggi fossero parecchio lassiste e permissive per chi delinqueva a Civitopia, se si trattava di adolescenti e giovani civitesi, questi ultimi solevano costituire buon materiale di studio per l'esimio professor Capra.
Azzurra aveva veramente un ginocchio sbucciato, perchè cadendo l'aveva picchiato contro lo spigolo di un gradino della scalinata che sporgeva nel corridoio principale. Ma nessun educatore vi aveva badato, nè alcuno dei ragazzini, per lo più di indole non esattamente lodevole sin dalla più giovane età, se n'era interessato o s'era minimamente sognato di denunciare il compagno delinquentello.
-Non ho potuto medicarle il ginocchio, ma non avee idea se avrei voluto, eccome. Con me ho soltanto alcol, che con tutta evidenza brucia e se la bambina grida mi scoprono subito.
Mattia, sinceratosi che nessuno della direzione e degli educatori lo vedesse, mise velocemente in mano alla donna una banconota da cento civis.
-Oh, no, la prego...
Mattia alzò le mani in segno di insistenza che non ammetteva repliche. Anzi, se solo le condizioni economiche dei Malinverni fossero state fiorenti come un tempo, le avrebbe cacciato in mano ben più.
-Lei è molto generoso. Ma la prego, risparmi quanto più può per l'avvocato...
Ciononostante, la buona donna non poteva sapere che ai Malinverni non sarebbe servito a nulla un avvocato. Non conoscendo ogni dettaglio della pachidermica macchina burocratica cittadina, non poteva sapere che i vertici della Sociale avevano decretato lo stato di adottabilità di Azzurra e solo una petizione contenente almeno cinquanta firme di cittadini civitesi non imparentati con gli aventi causa sarebbe stata in grado di annullare l'infelice provvedimento.
Ps.: immagine Pixababy royalty free (https://pixabay.com/es/illustrations/lugar-perdido-oscuro-abandonado-3654466/) editata per una migliore affinità con questo capitolo