Manuale di sopravvivenza
Sigismondo veniva istruito a vivere nella sua nuova condizione dall'amico Tancredi Della Valle, ridotto anche lui ad abitare una cabina telefonica nello stesso periodo di Rizieri. Non doveva mai farsi vedere con una carta prepagata né con contante in mano. Mai recarsi a un bancomat, al minimo sospetto di essere seguito, pedinato. I furti alle cabine telefoniche risultavano in costante aumento e ogni accorgimento non era mai di troppo. Occhio poi a chiunque chiedesse elemosine in denaro. Tancredi era capacissimo di togliersi il pane di bocca in favore di un altro abitante delle cabine telefoniche, quando più sfortunato di lui, ma non metteva mai denari in mano a nessuno, neppure a Sigismondo. Soltanto a Mirta Margherita, la sua sfortunata ex vicina di casa laureata in Scienze Politiche, ridottasi a vivere come loro, di cui Della Valle era segretamente innamorato. Accadeva che tra gli abitanti delle cabine telefoniche, loro tre potevano annoverarsi tra i signorini, cioè coloro non catapultati in tale condizione con le tasche del tutto vuote. Ma tra di loro vi erano signorini più signorini di tutti, usi praticare il parassitismo sociale tra i loro consimili pur di non mettere mai mano al borsellino, sempre più pasciuto di quello di coloro che avevano di fronte. E vi erano poi altri che non avrebbero mai rinunciato alla consueta sigaretta, all'eccesso di alcolici o ad altri vizi. Tancredi riusciva a riconoscere in fretta gli appartenenti ai diversi gruppi. Alcuni di loro erano stati suoi clienti ai bei tempi della sua ditta di costruzioni civili, manutenzione e riparazioni e ne conosceva il carattere. Altri li pizzicava a seconda dell'atteggiamento che tenevano. Il vivere in condizioni anomale aveva aguzzato la sua sagacità e il suo intuito già di per sè molto fini. Un signorino più signorino, ad esempio, non avrebbe mai accettato cibo proveniente dai cassonetti. Tancredi ovviamente non cacciava mai le mani tra i rifiuti urbani, ma utilizzava l'espediente della falsa provenienza dei suoi viveri perchè necessario alla sopravvivenza in una realtà semisommersa. Per poi rivelare come in realtà stessero le cose al malcapitato autentico. Per la verità, chiunque avesse avuto la fortuna di ottenere una cabina telefonica nel centro storico e i quartieri rinomati adiacenti a quest'ultimo, come Sigismondo e Mirta, quest'ultima avendo ricevuto in dono quella che in precedenza era la cabina di Tancredi, difficilmente incappava in tali inconvenienti. In ogni caso, Sigismondo andava istruito e tra le istruzioni era compreso l'invito a mantenersi bene alla larga dai cassonetti dei rifiuti. Contrariamente alla sue abitudini, ora Rizieri aveva preso a seguire di buon grado i consigli di amici che gli volevano bene. Dunque si manteneva a debita distanza dall'immondizia. In tal caso gli era facilissimo seguire quanto indicatogli dall'amico Tancredi e dalla nuova amica Mirta. Non tanto per il timore di perdere i risparmi per via di multe e verbali, dato che di leggi e regolamenti capiva poco e niente. Ma non sia mai il destino gli giocasse un tiro mancino e Marilia lo avesse sorpreso per puro caso a compiere tale umiliante atto.
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