Compare aspirapolvere e comare tostapane
Era il 14 febbraio e come tutti i pomeriggi non piovosi, nevosi o ventosi, sin dal loro internamento avvenuto l'anno precedente, Michele Fiore e Patty Ruotolo non mancarono di trascorrere ore e ore sulle panchine del cortile del manicomio comunale a giocare a carte fino ad averne le tasche piene.
-Allora, scopa o briscola?- chiese come sempre Michele, indeciso tra quale dei due giochi iniziare per primo.
-Ieri era stato scopa per primo, quindi oggi facciamo briscola- rispose Patty.
Non era colpa di Michele l'essere finito ricoverato in manicomio per lo sviluppo di gravi disordini mentali in seguito a mostruosi affari di cuore andati a rotoli, così come non era colpa di Patty l'essere finita ricoverata in manicomio per lo sviluppo di gravi disordini mentali in seguito a mostruosi affari di cuore andati a rotoli. Se non altro, c'era da dire che da quando Mattia Malinverni era diventato sindaco di Civitopia, la vita dei pazienti del manicomio comunale era migliorata non poco. Finalmente ricevevano trattamenti umani, tanto che alcuni di loro riuscivano a rimettersi a tal punto che stavano iniziando perfino a formarsi coppie di fidanzati tra i ricoverati, ai quali il nuovo regolamento non impediva di frequentarsi, purchè negli spazi comuni e solo durante il giorno. Quel 14 febbraio le coppie stavano festeggiando il loro san Valentino. Ma non Michele e Patty. Qualcuno, vedendoli da lontano giocare a carte sempre assieme, avrebbe pensato che Michele e Patty fossero anche loro una coppia...non fosse che...
Tutto era iniziato una ventina di anni avanti in un campeggio estivo, quando i due erano ancora adolescenti diciottenni. Michele e Patty erano compagni di scuola e avevano terminato il penultimo anno di liceo, una scuola paritaria che i genitori di entrambi pagavano a prezzo di enormi sacrifici, affinchè i pargoli ricevessero una buona educazione che gli permettesse poi di affrontare l'istruzione universitaria senza troppe grivie causate dalle lacune delle scuole pubbliche civitesi. Ma giusto alla fine del penultimo anno, alla direzione della scuola era venuto in mente un campeggio estivo, sebbene quest'ultimo pesasse sulle tasche della maggior parte delle famiglie degli scolari. Però nello stesso campeggio sarebbero confluite scolaresche da mezza Europa e alle svariate istituzioni scolastiche premuravano gli scambi culturali tra studenti provenienti da diversi paesi. Ai Fiore e Ruotolo la spesa per il campeggio estivo pesava particolarmente, ma dire di no ai pargoli gli avrebbe pesato di più.
Non che Michele e Patty ai tempi del liceo stessero insieme, no, erano soltanto buoni amici. Anzi, forse, conoscenti più che amici, dato che pur mantenendo rapporti cordiali, non si erano mai frequentati al di là delle mura dell'edificio scolastico. Nè in campeggio gli era venuto in mente di approfondire la conoscenza. A dispetto del fatto che quanto per carattere, personalità e interessi erano del tutto compatibili, erano troppo distratti per accorgersene, data la smania di entrambi di vivere nel paese dei balocchi. Per giunta, in Michele albergava il profondo desiderio di alzare un giorno i tacchi da Civitopia. Non che avesse tutti i torti: quando Mattia Malinverni non era ancora il sindaco, nè i suoi collaboratori Tancredi della Valle e Mirta Margherita erano ancora il vicesindaco e il prefetto, vivere a Civitopia non costituiva un grande affare. Michele sognava la cittadinanza britannica e nel famoso campeggio il suo sogno era parso materializzarsi nella snella e bionda Corinne, diciottenne irlandese di rara bellezza con una promettente carriera musicale davanti a sè. Pazienza se Michele era piu incline a diventare un ragioniere del Catasto, funzione che con le arti c'entrava un fico secco, non capisse un'acca di musica e non condivideva il benchè minimo interesse con Corinne. Quest'ultima praticava svariati sport, mentre Michele trascorreva il poco tempo libero in cui non si spaccava la schiena sui libri tra un videogioco e l'altro. Ma per lui era stato colpo di fulmine a prima chiacchierata, nella quale aveva tenuto particolarmente di fare sfoggio del suo inglese, con il quale non se la cavava affatto male. Pazienza se l'autostima di Michele, anzichè a portata di mano, si trovasse in qualche recondito antro della Luna, in attesa di essere reperita da Astolfo in quanto questi si desse da fare per scovarvi il senno di suo cugino Orlando*. Ragione per cui durante tutta la settimana del campeggio non gli era rimasto sufficiente coraggio di chiedere alcun recapito a Corinne. Accadeva che Michele tra i compagni di scuola veniva considerato decisamente bruttino per via del suo aspetto allampanato che, complice un'altezza sopra il metro e ottanta, lo faceva apparire rachitico, per via di un paio di occhialacci che nemmeno il fondo di una bottiglia e per via di un lieve accenno di gobba, a botta di trascorrere ore e ore ricurvo sui leggiadri studi, ma ancor più leggiadri videogiochi **. Poco importava se un'altra nuova conoscenza in campeggio, la frizzante Anna Maria, non si fosse minimamente accorta di alcuno di tali difetti, perchè Michele le piaceva così com'era per via delle sue doti intellettuali. Ma no e poi no: quel che Anna Maria provava per lui doveva essere per forza di cose compassione e pena, di quella pena che alla lunga avrebbe suscitato ilarità perchè per forza di cose Michele doveva apparirle come lo sfigatello di turno. Anche se Anna Maria non poteva affatto definirsi una bellezza, neppure la classica bella di provincia, era quel tipo di ragazza che in svariati avrebbero definito caruccia. Anche Michele, sia pure contemporaneamente riconoscendo che Corinne era tutt'altra cosa. A stento Anna Maria raggiungeva un'altezza media, appena appena, aveva occhi scuri e capelli nerissimi perennemente in disordine perchè perennemente frizzy, mentre a Michele piacevano autenticamente solo le bionde o le rosse dalla capigliatura sana e gli occhi chiari. C'era poi purtroppo quella pelle olivastra che la faceva sembrare una magrebina! Eppure a qualche altro ragazzo del campeggio Anna Maria piaceva autenticamente per la sua struttura esile ed elegante che i lunghi capelli, sebbene frizzy, mettevano in risalto. Come Michele portava grandi occhiali, ma anzichè danneggiarle il profilo, in ogni caso non del tutto, le donavano un'aria da intellettuale. Michele inconsciamente se ne rendeva conto, ma v'erano due ulteriori paturnie: Anna Maria non poteva assicurargli la cittadinanza britannica e il fatto che fosse siciliana non sarebbe piaciuto affatto a sua madre, donna razzista e preconcettuosa.
-Michele, mi raccomando: ora che sei grande e vorrai cercarti una ragazza, piuttosto che una meridionale o peggio, delle isole, trovati un'albanese, una marocchina, una rifugiata balcanica, perfino un'africana- soleva dirgli la genitrice sin da quando il pargolo aveva compiuto la maggiore età. -Quelle lì lavorano sodo come muli, anzichè cercare il pollo da spennare che le mantiene.
Ovviamente la buona donna non si disturbava mai a riflettere sul fatto che nelle culture menzionate si viveva solitamente in modalità tribale e qualsiasi familiare acquisito da paesi che sulla carta geografica figuravano al top, sebbene di fatto stessero finanziariamente peggio che il Mozambico, mediamente veniva ritenuto un bancomat ambulante pronto a farsi carico di tutta la famiglia allargata e ove possibile, fino agli amici degli amici. Il padre di Michele taceva per quieto vivere, mentre il figliolo non si sarebbe mai azzardato a prendere posizioni diverse da quelle sostenute da mammà. E così aveva finito per perdere il treno. Ma si era risvegliato, peccato che soltanto una ventina di anni dopo, quando già lavorava al Catasto da ragioniere affermato, essendo riuscito a superare tutti i raccomandati in un concorso pubblico grazie alle sue doti intellettuali di non poco conto. Vent'anni trascorsi a rimuginare su Corinne, idealizzandola su un piedistallo. Ma io non sono degno di lei. Per me è irraggiungibile, Michele pensava e sospirava tutte le volte che in TV assistiva a un concerto di musica classica diretto dall'amata.
Quando la madre di Michele era prematuramente morta a causa di un micidiale diabete, il pensativo ragioniere, molto probabilmente indotto dal lutto, aveva preso ad addentrarsi nello spauracchio di ogni rispettabile civitese: il bilancio della sua vita. E così iniziava a stragli stretta quella perenne singletudine. Che avrebbe fatto, una volta che suo padre sarebbe invecchiato e magari partito pure lui per l'altro mondo? Senza una moglie accanto? Forse s'era fatto il momento di calare le sue pretese. Possibile che trovasse interessanti solo le nordeuropee come Corinne? E necessitava davvero tanto della cittadinanza britannica? Passò in rivista tutte le sue conoscenze nei suoi trentotto anni di vita, tranne Patty. Il ricordo di Anna Maria fu un lampo. Se a diciotto anni Michele aveva perso il treno, non altrettanto doveva a trentotto. Per fare colpo, non potendo contare sul suo fisico al quale oramai s'era aggiunta pure la pelata, si diede da fare per prendere la patente A e si comprò una Harley Davidson. Per risparmiare, ne aveva preso una usata, ma comunque in buone condizioni, pagandola quindicimila civis. Grazie a un tanto raro quanto speciale permesso per uscire dalla curiosissima Civitopia, ottenuto grazie alle apprezzabilissime doti tecniche da ragioniere del Catasto, potè partire alla volta dell'ennese, dove sapeva che Anna Maria ancora abitava grazie a LinkedIn, rete nella quale anch'egli manteneva il profilo lavorativo. Per vedere completo quello della ragazza, a dispetto di un'atavica tirchieria aveva comprato l'abbonamento premium al social. Laureata in informatica e specializzata in meccatronica e intelligenza artificiale. Lavorava per progetti a termine, senza mai una sede lavorativa fissa perchè i tempi erano quelli che erano. Il posto fisso era oramai retaggio del secondo millennio. Ma si vedeva che l'aria intelligente che gli occhiali le conferivano corrispondeva al vero. Se la madre di Michele fosse stata in vita, il pargolo le avrebbe dimostrato che Anna Maria non era affatto una scansafatiche in cerca del pollo da spennare. Ma sarà che la buona donna se ne sarebbe convinta o gli avrebbe tirato fuori la questione che una volta sposati non avrebbe più accettato un lavoro? Michele era rimasto un attimo perplesso, ma in ogni caso la genitrice non poteva più neppure per sbaglio essere consultata dall'oltretomba. E così, non appena il Catasto aveva chiuso per ferie, era partito...per sorprenderla nel suo paesello montano abitato da poche migliaia di anime, dove con il marito e i due pargoli si dava un gran daffare per sistemarsi da montanara alla Francesco Narmenni dei primi tempi del downshifting d'inizio ventunesimo secolo, oltre novecento anni avanti. Anna Maria si era sposata con un bravo ragazzo albanese subito dopo la seconda specializzazione, seguendo inconsapevolmente i consigli della madre di Michele Fiore. Che altro non potè allora fare se non salutare cordialmente, fingere allegria con la morte nel cuore e tornare a montare in sella alla sua moto, di ritorno a Civitopia. Rischiando seri incidenti stradali causa distrazione da cocente delusione, specie sull'imbocco campano, dove mancò poco che la sua Harley non si schiantasse contro un autotreno.
-Asino che sei!- gli aveva urlato il padre. -Ma secondo te, quella ragazza aspettava un povero grullo come te per vent'anni, per giunta senza la minima idea se fossi vivo o morto, non avendole mai scritto nemmeno una riga e mai una chiamata?
Alla riapertura del Catasto, la prima persona con cui Michele s'era imbattuto era stata la donna delle pulizie, che stava giusto passando l'aspirapolvere sui pavimenti. Michele era infatti arrivato sul posto di lavoro parecchio prima del tempo, data l'insonnia che l'aveva colpito a seguito della sua disavventura amorosa con Anna Maria. Che gli bruciava ancor più della fantomatica perdita di Corinne, che secondo le ultime notizie s'era sposata con il suo fidanzato storico, il primo violinista della Filarmonica di Vienna. Ma Anna Maria, ovviamente molto più abbordabile di Corinne e al contempo donna di rare qualità che un tempo Michele non s'era dato la pena di ravvisare, costituiva un vero e proprio treno doppiamente perso.
-Mi scusi, ragioniere, devo terminare qui- gli aveva detto la donna delle pulizie che Michele stava intralciando.
-Si, si...ora finisco di aspirare...- aveva risposto l'uomo, immedesimatosi nell'elettrodomestico in mano alla signora, perso oramai ogni contatto con la realtà. Al che un'ora dopo era finito ricoverato al manicomio comunale, arciconvinto di essere lui l'aspirapolvere. Nel frattempo, avendo trascurato di parcheggiare in sicurezza la moto causa dimenticanza dovuta all'eccessiva distrazione, la Harley Davidson gli era stata rubata.
Le vicende Patty Ruotolo non erano risultate di gran lunga migliori di quelle di Michele. Da parte sua, nello stesso famoso campeggio, aveva perso la testa per Thomas, il fratello gemello di Corinne, che però non si rendeva nemmeno conto della sua esistenza. Sicuro, pensava Patty, che altro mi potevo aspettare?, dato che tra i compagni di scuola veniva considerata la più racchia dell'edificio scolastico. A dispetto dei capelli biondi e gli occhi azzurri, che nel suo caso nemmeno Michele notava poichè per prima cosa notava la terribile malocclusione dento-scheletrica di terza classe che scombinava i lineamenti del viso della sfortunata compagna di scuola, oltre alla sua statura eccessivamente bassa. Scopo precipuo di Patty era stato da allora l'accedere alla chirurgia ortognatica che i suoi genitori non potevano e qualora avessero potuto, non si sarebbero risolti a pagare.
-Ma i tuoi denti non hanno nulla che non va- le ripetevano a mo' di disco rotto, nella loro somma ignoranza riguardante le conseguenze di una terza classe dento-scheletrica. In ogni caso, bene o male, nella Civitopia del trentesimo secolo di denari per una chirurgia del genere circolavano unicamente nelle tasche di ricchi e benestanti. Patty, allora, terminate le scuole e pure l'università, si era data un gran daffare per superare concorsi pubblici per bidelli, ritenuti tra i più abbordabili, per iniziare a lavorare seriamente e rendersi economicamente indipendente. Non in grado di assimilare le materie alla stregua di Michele, si doveva applicare parecchio anche per i concorsi non altrettanto impegnativi quanto quelli che richiedevano come minimo una laurea, sebbene oramai da oltre novecento anni i concorsi per diplomati presentavano un livello di difficoltà degno di laurea e specializzazione o master e i concorsi per laureati presentavano un livello di difficoltà degno di dottorati e post-dottorati. Ma a botta di farci le notti c'era riuscita e ora che lavorava, doveva soltanto riuscire a metter via la somma per la chirurgia ortognatica. Non fosse che però ci aveva impiegato più tempo del previsto, dati i vergognosi rincari dell'epoca. E così, a distanza di circa vent'anni dal famoso campeggio, si era ritrovata pronta per il grande passo chirurgico, dopo il quale avrebbe organizzato un viaggio per l'Irlanda all'inseguimento di Thomas, una volta con la dentatura a posto. Ma a differenza dell'ex compagno di scuola Michele, non le era stato necessario spendere un solo centesimo, nè s'era vista costretta ad affrontare la paturnia di veicoli rubati. Sebbene non fosse mai entrata direttamente in contatto con Corinne e men che meno con suo fratello, causa deplorevole dentatura, non aveva mancato di dar loro la caccia tra reti sociali e motori di ricerca. Questi ultimi più compiacenti con lei che verso Michele, poichè meno parsimoniosi in fatto di info personali sui suoi target. Se solo LinkedIn avesse rilevato il matrimonio di Anna Maria, il buon ragioniere del Catasto si sarebbe risparmiato quantomeno le finanze danneggiate. Appena prima di concordare la costosissima chirurgia e di organizzare il non poco impegnativo viaggio, da effettuarsi alla chiusura delle scuole per l'estate, Finstagram aveva provveduto a informare Patty della presenza della moglie parigina di Thomas e i loro tre pargoli. Di ritorno a scuola, dove tra l'altro neppure s'era mai accorta della corte del bidello single con anzianità di servizio, il quale bypassava tranquillamente dalla dentatura e la poca altezza della nuova collega, si era meccanicamente diretta alla segreteria, in quel momento deserta, dove si teneva a portata di personale scolastico un tostapane. Perso oramai ogni contatto con la realtà, s'era impegnata allora a tostare tutto quel che trovasse in giro, in aggiunta al pane: biscotti, fette biscottate, fotocopie, dischi...finchè non era intervenuta la dirigente scolastica. Nel giro di un'ora, Patty era finita ricoverata al manicomio comunale lo stesso giorno di Michele, arciconvinta di essere lei il tostapane. Si erano incrociati quello stesso pomeriggio nel cortile, dove infermieri e OSS portavano i ricoverati a prendere aria.
-Michele Fiore, sei davvero tu?
-Difficile a dirsi: io sono un aspirapolvere.
-Ma tu, sei davvero Patty Ruotolo?
-Difficile a dirsi: io sono un tostapane...
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*Riferimento all' Orlando furioso di Ludovico Ariosto, sezione in cui si narra che tutto quel che si perde sul pianeta Terra, senno compreso, va a finire sulla Luna🤣
**Leggiadri studi è un'espressione usata dal mitico Giacomo Leopardi per indicare il suo amore per l'istruzione