ITALIANO
Transizione atto primo
Pensavo che la musica fosse un capitolo definitivamente chiuso per me. Ma mi sbagliavo. Nel frattempo mi ero laureata per la seconda volta, dato che (sorpresa!) il sistema educativo dell'America Latina ha poco a che fare con quello italiano. Quindi, se intendevo lavorare mantenendomi alla larga dall'informalità, dovevo comportarmi di conseguenza. Possedendo una laurea, ritenevo (e a tutt'ora ritengo) impensabile il lavorare ai margini della legalità. È vero che i tempi sono cambiati e oramai da parecchio i titoli universitari e post universitari non hanno più lo stesso significato che avevano ai tempi dei nostri genitori e dei nostri nonni. Ciononostante, le generazioni anziane ci rimproverano. La vecchia guardia media dà la colpa a noi (per lo meno in sud Europa). Se abbiamo conseguito dei titoli di studio, non c'è storia per non raggiungere il successo. Non gli entra in testa che al giorno d'oggi quel che davvero conta sono le connessioni sociali. Quelle fanno raggiungere il successo e non questo o quel titolo come ai loro tempi. Comunque, per sbarazzarmi del senso di colpa che mi pesava sull spalle come un macigno, avevo deciso di prendere un'altra laurea, cosa della quale non mi pento. L'insegnamento, soprattutto delle lingue, è sempre stato una mia passione. Dato che avevo già il diploma d'Istituto Magistrale (le care vecchie magistrali di un tempo, quelle immediatamente abilitanti -che per la cronaca, in Italia lo sono a tutt'ora per i diplomi ante 2001 o forse 2002-, ma diploma valido solo in Italia e forse in altri paesi europei, ma non in America latina), la mia seconda laurea mi era risultata davvero facile. Ma non volli fermarsi lì. Volevo anche la specializzazione...ed è qui che è ricominciato tutto. La filippica continua.
Ps.: immagine Pixabay 100% free (https://pixabay.com/es/photos/instrumento-musical-viol%c3%adn-m%c3%basica-4608912/)
ESPAÑOL
Transición primer acto
Creía que la música fuese un capítulo definitivamente encerrado para mí. Pues, me equivocaba. Mientras tanto, me había recibido por segunda vez, debido a que (¡sorpresa!) el sistema educacional en América latina tiene poco a que ver con lo que hay en Italia. Así que, bien, si quería trabajar manteniéndome totalmente alejada de la informalidad, tenía que tomar las
medidas necesarias. Poseyendo grado, no podía ni pensar en llevar una vida en la informalidad. Es verdad que los tiempos cambiaron y ya hace bastante tiempo que el refrán papelito habla no tiene el mismo sentido que en la época de nuestros padres y abuelos. Sin embargo, incluso así, las generaciones anteriores promedio nos culpan (por lo menos en el sur de Europa). Si poseemos grados, no hay como no ser exitoso y triunfador. No les cabe en la cabeza que hoy día, por la mayor, son las conexiones sociales ciertas las que te hacen exitoso y no este y aquel papel como durante sus tiempos. De todos modos, para quitarme la culpa de por encima, decidí por mi segundo grado, del que no me arrepiento. La enseñanza, principalmente la de idiomas, también fue siempre lo mío. Como ya había realizado estudios de magisterio (eso fue mi secundaria, pero solo con validez en Italia, talvez en otros países europeos, pero no en América latina), mi segunda graduación me vino terminantemente fácil. Y no quise parar allí. También quise posgrado...y fue allí que todo reinició. El papeleo continúa.
Ps.: imagen Pixabay 100% free (https://pixabay.com/es/photos/instrumento-musical-viol%c3%adn-m%c3%basica-4608912/)