LA CAMICIA NUOVA
Il direttore del manicomio comunale era l'uomo più vanitoso di tutta Civitopia e Mattia Malinverni lo sapeva benissimo. E alla vanità si univa una spiccata arroganza, scaturita dallo smisurato orgoglio per la posizione che occupava. Durante ogni conferenza, ogni simposio, ogni riunione in cui venivano discussi i disturbi e le malattie mentali, l'attenzione di tutti gli astanti doveva sempre essere concentrata su di lui, ma non soltanto per il suo eminente incarico. Il professor Capra non era per nulla attraente nè simpatico e men che meno bello, tra obesità e calvizie dalle quali si studiava di sviare l'attenzione sfoggiando un enorme paio di baffi alla Bismark. Però faceva questione di figurare quale uomo più elegante e meglio vestito di tutti i presenti, dal primo all'ultimo. Quando poi si trattava delle presentazioni delle sue opere, non risparmiava sforzi nè in un senso e neppure nell'altro. Si vestiva sempre presso la miglior boutique di Civitopia, dove manteneva un sarto personale in grado di ritoccare magistralmente i più costosi abiti firmati. E tenendo in gran considerazione in particolar modo le camicie, le acquistava direttamente nella sua fabbrica preferita, cioè la migliore della città, dalla quale dovevano uscire perfettamente su misura. Si dava il caso che la fabbrica di camicie più efficiente e dal personale più competente era proprio quella in cui Mattia Malinverni lavorava da dirigente del settore nuove creazioni. L'uomo si occupava personalmente di ogni aspetto creativo riguardante i capi del professor Capra.
S'era data la combinazione che proprio al momento del ricovero di Sigismondo Rizieri si stava preparando la presentazione di un nuovo articolo scientifico del gran professore, che aveva per tema lo stadio ultimo della schizofrenia. Ovviamente, per il professor Capra non si parlava nemmeno di indossare una camicia che avesse già sfoggiato in una presentazione precedente. Gliene occorreva una nuova di zecca. Ma risultava che questa volta il dirigente delle nuove creazioni avesse un'insistente richiesta per lui. Si era presentato al manicomio, ma non per discutere del suo capo d'abbigliamento preferito, quanto del nuovo paziente della struttura. Il giorno prima aveva liquidato bruscamente i genitori di quest'ultimo, che allegavano la sanità mentale del figlio.
-Se un paziente sia o meno sano di mente, saranno i test clinici a comprovarlo, corroborati dala mia diagnosi. Ma da quel che mi risulta, vostro figlio è stato portato qui perchè il suo stato mentale al momento del reperimento ne richiedeva il ricovero immediato. Concordate i giorni e gli orari per le visite con lo psichiatra che l'ha in cura.
I genitori di Sigismondo non erano persone influenti, dunque il professor Capra non era per nulla interessato a usar loro il minimo riguardo, anche se non erano la classica famiglia indigente di scarsa o nulla cultura. La madre di Sigismondo insegnava in una scuola paritaria e guadagnava discretamente. Il padre, vero che era soltanto un operaio e dunque secondo i canoni della società civitese non all'altezza della moglie, ma contava sul tanto decantato e desiderabile posto fisso in fabbrica. Il lavoro della vita. E poi non avevano altri figli a cui pensare, oltre a Sigismondo. Ecco perchè era stato possibile alla famigliola permettersi un appartamento proprio nella Palazzina Verde. Molti altri in una condizione un tantino al di sotto della loro non vi sarebbero riusciti. Ma per l'eccentrico e pomposo professor Capra, i Rizieri erano nè più nè meno plebei qualunque, che andavano semplicemente ignorati e quando fosse il caso, ripresi, rimproverati al fine di ricordargli con chiarezza quale fosse il loro posto nella società, cioè ben al di sotto del suo.
Con Mattia Malinverni non poteva fare altrettanto. Ne andava nientemeno della sua nuova camicia. Gli era passato per la mente che avrebbe potuto farlo licenziare per l'ardire, ma c'era il rischio concreto che il proprietario della fabbrica si rifiutasse. Non gli risultava fosse particolarmente amico del sindaco o di qualche consigliere comunale e dunque sicuramente non assumeva o licenziava personale su mera richiesta della classe dirigente civitese e dei loro parenti e amici stretti. A questo punto sarebbe stato facile per il professor Capra rivolgersi al sindaco per architettare il fallimento di quella fabbrica di camicie. Lui si che era amico intimo del primo cittadino. Ma poi come avrebbe fatto per mantenere il tono e l'eleganza di sempre? Nessuna fabbrica di abbigliamento possedeva la stessa classe di quello stabilimento di medie dimensioni e nessun creativo arrivava alla suola delle scarpe di Mattia Malinverni quanto a competenza e gusto. Meglio non impantanarsi in discussioni e vicende dall'esito altamente infausto , o meglio, catastrofico per il suo guardaroba. Bisognava quindi adoperarsi per non lasciare scontento il signor Malinverni, a cui aveva pure in mente di ordinare la creazione un'intera serie di camicie nuove dal tocco personalizzato.
Ps.: immagine Pixabay 100% free (https://pixabay.com/it/photos/sfocatura-scatola-2841225/)