Dire che ho dovuto scervellarmi per il tema della settimana significa restare più corti delle maniche di un gilè😆. Non è stato facile per nulla e l'unico ricordo che mi viene in mente è quello del gatto condiviso🐱. Si risale a circa vent'anni addietro, quando i miei genitori erano entrambi ancora in vita e non avevo definitivamente levato le tende. La vicina di condominio dal balcone adiacente lato cucine aveva due gatti, due fratellini della stessa cucciolata. Ma a uno dei due non bastava un solo appartamento: approfittando dunque della contiguità dei balconi lato cucine, a dispetto del piano alto saltava un giorno si e l'altro pure a casa dei miei genitori. E vi si tratteneva sempre più, man mano che il tempo trascorreva, fino alle volte a non volersene restare nella casa di origine neppure di notte. Le scene esilaranti con quel gatto non erano poche: quando si stirava a più non posso per caso mai piazzare le zampe in padella mentre mia madre cucinava oppure sulla carta che avvolgeva il prosciutto che mio padre aveva appena portato a casa o quando costringeva mia zia, che veniva trovarci, a starsene in piedi perchè se si sedeva, il gatto diventava ansioso di accomodarlesi in braccio. Ora, premetto che mia zia ama gli animali, ma non si diverte a prestarsi al contatto fisico con loro (vizio di famiglia, perchè mia madre era uguale), a differenza di me e dei miei cugini. Quindi preferiva farsi cacciare dal gatto dal divano🤣. Diciamo pure che oltre a sorridere, con quel gatto erano proprio risate a crepapancia. A distanza di circa vent'anni, certo, è un ricordo che fa sorridere🤣. Peccato solo non averci più le foto e i video registrati in proposito. Il telefono in cui si trovavano, oltre a non potersi definire smartphone (hehehe, all'epoca mica ce n'erano😅) per quanto presentasse funzioni avanzate, l'avevo smarrito in un aeroporto in uno dei miei frequenti viaggi dell'epoca (no, non era stato un furto: l'avevo proprio dimenticato nei bagni😭). Peccato, perché ci tenevo particolarmente: era un Nokia durevole, come in generale i telefoni di questa marca. Ragione per cui l'unica cosa fattibile è caricare un'immagine aggratisss di un gatto il più possibile somigliante:
Pixabay free, autore Darkmoon_Art (https://pixabay.com/es/photos/gato-dormir-rojo-blanco-5001570/)
Tra l'altro, il gatto condiviso dormiva uguale a questo😁.
C'è inoltre da dire che la vicina di condominio non era per niente gelosa del fatto che uno dei suoi gatti ci avesse scelti come ulteriori padroni, quindi la condivisione gattesca andava avanti senza il benchè minimo conflitto. Semmai, chi davvero se la prendeva era l'altro gatto, il fratellino, al quale mancava il coraggio di saltare da un balcone all'altro. Miagolava allo sfinimento perchè voleva la compagnia di suo fratello, farlo tornare indietro, ma il gatto condiviso se ne infischiava pulitamente, forse complice il fatto che il nostro appartamento era ben più grande di quello della prima padrona e gli piaceva di più.
E ora, sarete forse curiosi di sapere quali i ricordi migliori di Secondina e Mimmo di Civitopia? Che le danze proseguano...
CRONACHE DI CIVITOPIA: ESTEMPORANEO XIV
In terapia: Mimmo e i cari vecchi ricordi
Quando il professor Neretti domandò a Mimmo, durante una delle sedute psicanalitiche, quale fosse un caro ricordo che lo faceva sempre sorridere, l'addetto alle pulizie del manicomio comunale rimase di sasso. Niente da fare: Mimmo non ne aveva la più pallida idea. Si diede una grattata alla testa. Due, tre. A dispetto della calvizie. E a proposito di calvizie, sebbene il ricordo dei bei tempi in cui aveva ancora i capelli avrebbe forse potuto farlo sorridere, in realtà il pensarci lo rendeva ancora più mogio. Ma la colpevole non era certo l'alopecia androgenetica, quanto incelforum e il professor Neretti, al quale Mimmo aveva più e più volte confessato il suo disagio a causa della calvizie, oltre che del sovrappeso e questi e quegli altri difetti, talvolta puramente immaginari, lo sapeva bene. Allora, senza darsi affatto per vinto, cambiò la domanda nella forma, però non nella sostanza. Quantomeno non del tutto.
-Mimmo, quale momento del tuo passato reputi un caro ricordo?
Stavolta il paziente si soffermò a pensare senza grattarsi la oltremodo invisa pelata e dopo poco disse -le scampagnate della domenica pomeriggio con i vicini del piano di sopra...
Immagine Pixabay free, autrice Kranich17 (https://pixabay.com/es/photos/vi%C3%B1edo-vino-vid-%C3%A1rbol-banco-9494646/)
Secondina non necessitava di alcuna seduta psicanalitica per disseppellire cari vecchi ricordi di gioventù. Vero era che la vita a Civitopia era sempre stata dura tanto per lei quanto per Mimmo quanto per gran parte dei residenti civitesi. Ma le bastava un pomeriggio di pedalate in bicicletta con il papà per farla sorridere. Le bastava poco, ma quel poco per Secondina significava tanto.