-Ah, Mattia, magari fosse come dici tu! Così fosse, nominerei immediatamente te quale nuovo sindaco. Ma sfortunatamente, quegli imbecilli non sono stati completamente idioti.
Gino spiegò di avere ricevuto, subito prima dell'inizio della ronda mattutina, una comunicazione urgente da parte del sindaco fuggitivo, in cui dettava disposizioni nei minimi dettagli. Al comandante veniva indicata la nomina dei rimanenti membri del partito al potere, quelli che fino ad allora erano stati considerati l'ultima ruota del carro. Quelli abituati alle briciole, i cavalier serventi del partito dominante, che ora avrebbero avuto la loro opportunità, a patto di dare continuità al precedente regime.
-Capisci, Mattia? E quegli incompetenti sanno già che verranno nominati.
-Ho capito, Gino, ma senza la tua nomina non se ne farà un bel nulla. Ufficialmente, per legge decidi tu. Se fossi in te, ignorerei la comunicazione, infischiandomi delle aspirazioni di quei buoni a nulla.
-Apparentemente sembra un semplice affare, ma resta il fatto che la popolazione di questa città ha sempre accettato di buon grado e supinamente ogni scempio. E altrettanto faranno senza fiatare con il nuovo governo imposto dai fuggitivi.
-Appunto per questo accetteranno altrettanto supinamente qualunque tua decisione.
-Vedendola da questa prospettiva, ha una sua logica, Mattia. Hai ragione. Ne varrà la pena, anche se resterà il fatto che passerò alla storia quale comandante golpista, il cattivone di turno.
-Non necessariamente...
-...con i miei più sentiti ringraziamenti agli studi televisivi che si adopereranno abbondantemente per denigrare la mia immagine. No, Mattia, è inevitabile che io passi per il mostro dell'evento perchè i media non taceranno e devo tener conto dei miei subalterni, sia pur pochi, amanti del questionabile regime e facilmente suggestionabili dal potere mediatico tanto quanto i comuni cittadini. Ma pazienza. Come dicevo, ne sarà valsa la pena. Devo quindi innanzi tutto prevenire i miei ufficiali e guardie fedeli verso quei colleghi che potrebbero, non sia mai, rivoltarcisi contro, per quanto l'ipotesi possa ritenersi remota. I fuggitivi saranno presto in onda, forse a giorni, ovviamente con la complicità dei governi conniventi che hanno deciso di osptarli. Sarà pure che il cittadino medio possiede l'innata tendenza di volersi occupare a malapena del proprio orticello, ma conosci quanto me lo strapotere di quella dannata scatola nera, perfino sui più insensibili e menefreghisti dei nostri concittadini. Insomma, devo riuscire a evitare eventuali e pur remoti disordini, che peraltro spaccherebbero in due il corpo delle guardie municipali.
-Se il potere mediatico è il vero discrimine, noi interrompiamo la programmazione.
-Ma Mattia, così sarà pure peggio. I giornalisti che lavorano alla televisione sono uno per uno venduti al regime, che non mancherà di inviar loro dall'estero lauti compensi affinchè li continuino a sostenere come han fatto finora, sia pure in lontananza. Certo, me ne posso anche infischiare, dato che nello stato attuale di cose anche i giornalisti sono obbligati a eseguire i miei ordini senza fiatare, ma c'è poi il rischio di non riuscire a raggiungere lo scopo di mantenere i fuggitivi bene alla larga da questa città o quantomeno un loro ritorno alle nostre condizioni. Una volta avvertiti che li ho spodestati ignorando volutamente le loro comunicazioni, potrebbero essere tentati di ritornare per riprendersi la poltrona.
-E noi interrompiamo la programmazione senza che alcuno all'infuori di noi si renda minimamente conto di come potè avvenire. Quando la frittata sarà fatta, non si potrà più tornare indietro, comunicazioni o meno.
-Ah, Mattia, ma tu lo sai che le mie abilità in fatto di tecnologia non oltrepassano quelle di un ciuccio. E nessuno dei miei ufficiali e guardie ne masticano un gran che. A meno che tu non te ne intenda...
-Le mie abilità non arrivano a tanto. Per dirigere una fabbrica di camicie non è richiesto un gran livello tecnologico. Però...
-Rieccoci dunque al punto di partenza- Gino interruppe l'amico, alquanto scoraggiato, pur senza vere e proprie intenzioni di abbandonare il piano.
-Ci servirebbe l'aiuto di un ingegnere specializzato, di quelli con tanto di attributi, ma pazienza.
-Se per questo, Gino, scendiamo dall'auto e saliamo in casa.
-Dalla tua parente?
-Dai suoi nuovi vicini.
-E a che fare?- si stupì il comandante Quintalino, per un momento temendo che Mattia avesse improvvisamente cambiato idea e smettesse dunque di incoraggiarlo a portare avanti il piano, trascinandolo a una mera visita di cortesia, per giunta presso sconosciuti e mentre si trovava tecnicamente in servizio. Poichè Gino, difatti, non necessitava di null'altro se non essere ampiamente incoraggiato.
-A chiedere al mio ingegnere specializzato di fiducia se è in grado di renderti il servizio.
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