La scureggia davanti al portone 2
Vi ho raccontato della trombetta della signora davanti alla banca ed ora vi racconto la seconda vicenda a sfondo peto.
Ero in un paese vicino a casa mia ed avevo appena finito un lavoro, come spesso accade coi giovani, mi fanno trovare a casa la mamma o il papà per due motivi, il primo ( quello si facciata ) è che la mamma ed il papà sono in pensione mentre loro lavorano e non possono essere presenti nelle ore della mattina o del pomeriggio.
Il motivo vero però ( avallato da molti genitori che incontro ) è che fanno anticipare a loro i soldi e poi non li rimborsano quasi mai.
Vanno a ghiaccio i soldi.
I soldi a ghiaccio è un termine che usava spesso mia mamma e che ho assimilato da lei, lo usava quando c'era qualcuno con un debito che poi non scaldava mai dicendo che avrebbe pagato...
Ho cercato questo detto per vederne le origini ma non sono riuscito a trovare niente sul web, pur disponendo di tantissimi mezzi ed avendo degli investigatori che lavorano per me 7 su 7 h 24 non sono riuscito a trovare risposte.
Adesso tra l'altro, ho scoperto un nuovo modo di dire che ancora non conoscevo, l'ho imparato durante un incontro con dei fornitori.
Questi fornitori offrivano i sette settimi.
Mentre la concorrenza offriva i cinquq settimi.
Cazzo vuol dire?
5 settimi da lunedì a venerdì.
7 settimi tutti i giorni.
Ma vaffanculo.
Torniamo alla storia avvincente ed entusiasmante.
Quel giorno io stavo scendendo le scale e la mamma del tizio dell'appartamento mi ha avvertito che il figlio stava rientrando.
Lo becco sul pianerottolo poco prima del portone.
Mi fa le domande di rito ( quelle che tanto anche se ti rispondo non sai nemmeno che cazzo ti sto dicendo ).
cosa ha fatto scusi?
qual era il problema?
Poi finisce sempre con... è inutile che me lo spiega perché tanto non capisco un cazzo di queste cose...
Ed io rispondo volentieri... pur sapendo che alla fine mi rispondono così.
Prolisso come al solito, dritto come un treno.
A metà spiegazione, l'imprevisto, il tuono a ciel sereno, la risposta a tutti i quesiti del mondo... lui scureggia.
Da quel momento in poi niente è stato più lo stesso.
Lui non vedeva l'ora di andare via ma non poteva tagliare la mia mappazza tecnica che tra l'altro aveva chiesto lui di conoscere, ed io ero in loop da spiegazione, quindi inarrestabile.
Ma lui aveva scuregiato rumorosamente e tutti e due pensavamo solo a quello.
Nel suo cervello c'era solo
- ho scuregiato, ho scuregiato. Speriamo non se ne sia accorto.
Dentro di me c'era solo
- figa ha scuregiato... non ridere roby. Non ridere.
Sono andato avanti con la mia spiegazione fino alla fine, come un vero professionista deve saper fare.
Ma l'ho fatto col pilota automatico.
Non so nemmeno più cosa ho detto da quel momento in poi.
Ero fisso sulla scureggia.
Lui era fisso sulla scureggia.
La scureggia aveva preso possesso delle nostre menti.
Forse era meglio che gli avessi detto che l'avevo sentita e potevamo andare avanti serenamente.
Invece per qualche momento della mia vita, posso dirlo in tutta franchezza e senza nessun velo di vergogna, sono stato posseduto da una scureggia.