30 Ottobre 1960.
Nasceva un Dio.
Non un messia. Non qualcuno che sarebbe stato "usato" per fondare religioni, per professare comandamenti, per stilare volumi voluminosissimi di dogmi e preghiere da tramandare nei secoli nei secoli.
Nessuna moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Miracoli, quelli si.
Di genere diverso.
Più profani ma ammantati di sacralità.
Simbolo del genio e della sregolatezza.
Nel suo corpo e nella sua testa convivevano questo e questo soltanto.
Parliamo del Pibe de Oro.
Parliamo di Diego Armando Maradona.
Oggi compie 60 anni.
Il re di Napoli.
Il Masaniello.
L'uomo delle contraddizioni.
Il calciatore più forte della storia?
Per molti si.
Per altri no.
Di certo il più incredibile, il più geniale, il più capace di farti battere il cuore con una singola giocata.
L'uomo dei 2 scudetti a Napoli.
L'uomo della provvidenza.
L'uomo delle squalifiche per doping.
L'uomo che era amico di Fidel Castro.
L'uomo che si ribellò a Blatter.
L'uomo che vinse un mondiale da solo.
L'uomo del gol con la Nigeria.
L'uomo dei gol impossibili.
L'uomo dal sinistro magico.
L'uomo del gol del secolo.
L'uomo della doppietta all'inghilterra.
L'uomo del "la mano de dios".
L'uomo che al compimento dei 60 anni risponde di avere un unico desiderio ed un grande ricordo che si intrecciano nella follia e nel genio:
Mi piacerebbe segnare un altro gol di mano all'Inghilterra.
Questa volta con la mano destra.
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