Lo chiamavano il rottamatore.
No non è l'incipit di una favoletta metropolitana di quart'ordine.
Non c'entra Sergio Leone, ne Clint Eastwood.
Neppure la nettezza urbana, anche se tutto sommato parliamo di un rifiuto.
Un rifiuto doppio.
Quello che Matteo Renzi ha per la sconfitta, e per l'essere divenuto il nulla cosmico della politica dopo aver provato l'ebbrezza del dominio e dei "pieni poteri" di fatto, quelli che ha cercato nel famoso referendum che invece finì per annientarlo.
Quello che invece Matteo Renzi è diventato recentemente. Un rifiuto, uno scarto non solo politico ma umano.
Perchè di immondizia si parla quando si assiste ad una prova cosi deplorevole di irresponsabilità e sciacallaggio politico.
In un momento di crisi totale, dopo 30000 morti e centinaia di migliaia di infetti, con un futuro poco chiaro e milioni di persone preoccupate, per Renzi la cosa più importante è sempre la stessa:
Se Stesso
Dopo innumerevoli attacchi al governo (di cui fa parte) e stoccate al premier Conte oggi Renzi ha fatto sfoggio della sua sete di vendetta e di potere.
Durante la seduta in senato e di fronte al premier ha fondamentalmente detto che o si fa come dice lui (ovvero tutto il contrario di tutto e soprattutto il contrario di quello che sostengono Conte e il governo su qualsiasi cosa) oppure Italia Viva fa cadere il governo.
Chiamate la Neuro, si diceva un tempo.
Quanto si deve essere egoisti e irresponsabili per creare questo tipo di clima in questo momento?
Italia Viva è data al 2% nei sondaggi e Renzi ha bisogno del palco, della scena, dei riflettori.
A nulla conta se le sue azioni gettano veleno e fango su un esecutivo che nel bene e nel male sta dando prova di sostanza e compattezza in una situazione spiacevolmente unica.
A nulla conta se le sue azioni ci indeboliranno in Europa.
A nulla conta se le sue azioni e le sue parole uccideranno il paese.