Per : @storychain/theneverendingcontest-n-80-s5-p6-i2-contest
Chi lo avrebbe immaginato.
Guardo in basso ed in alto di questi tempi.
In entrambi i casi provo invidia.
Il mio vicino a piano terra ed il suo giardino.
Piccolo ma sufficiente a sgranchirsi le gambe e sentirsi all'aperto.
Spoglio ma ben più verde di tutti balconcini che vedo intorno a me.
Umile ma ricco di spazio e coperto di cielo.
In alto ci son le stelle di notte, il sole di giorno.
Che meraviglia.
Cosi tanto tempo a cercarne immagini su pixabay da essermi dimenticato quanto fossero magnificienti lassù. Le Vere Stelle. La Vera Luna. Il Vero Sole.
Rintanati nelle nostre piccole tane, nelle caverne platoniche 2.0, stiamo forse riscoprendo i rudimenti del nostro essere umani?
In questo continuo agognare la fuga all'aperto quel che è certo è che nulla sarà come prima.
O forse si?
Più passano i giorni e più diventa insopportabile restare chiusi in casa.
Ma non è cosi scontato tornare all'aperto, tornare ad essere quello che si era stati.
Ed eccola che arriva.
L'ansia.
Ansia di vivere?
No.
Ansia di tutto ciò che attende fuori dalla caverna.
Una luce metaforica che rischia di essere troppo accecante o forse troppo fioca.
Sarà una luce filtrata da mascherine.
Sarà una luce che proietterà ombre di 2 metri nei ranghi delle nostre file per accedere agli uffici.
Sarà una luce che potrebbe spegnere molto presto facili entusiasmi accumulati fino ad oggi.
E allora guarda giù, guarda su.
Forse è meglio.