Doveva essere un 6-0 per Salvini & Co.
E' stato un 3-3.
Nella perfetta tradizione italica han vinto comunque tutti.
Il movimento 5 stelle ha steccato e malfigurato in ogni dove ma pianta la sua bandierina sul Si al Referendum.
Il "cazzaro verde" si dice soddisfatto perchè ora 15 regioni su 20 sono appannaggio del centro destra e perchè in Toscana vi è stata una campagna elettorale bellissima per la Lega (Nord).
La Meloni esulta perchè se il 6-0 non è arrivato, sono arrivati ottimi segnali per fratelli d'Italia.
Il PD trionfa pareggiando e giustamente si dichiara vincitore morale di questa tornata elettorale.
Matteo Renzi nella sua irrilevanza si sente il più figo del bigoncio per aver fatto penare Emiliano & co e rivendica la paternità sul nome di quel inespressivo Giani.
Calenda, straordinario, esulta per il 30% del NO. Un risultato enorme secondo lui, dimenticando che il 90% della politica, dei giornali, delle aziende, dei manager, di quelli che contano, si erano spesi per il NO.
Forza Italia esulta perchè Berlusconi è vivo.
- Europa esulta perchè l'Europa è unita.
I verdi esultano perchè nelle altre nazioni i verdi sono un fattore.
E' l'Italia ragazzi, l'Italia che mi piacerebbe vedere rappresentata in una vignetta di .
La mia piccola verità è che il divoratore di gnocco fritto e nutella stia ripetendo la parabola che fu di Renzi.
Dal 40% al 15%-20% in un solo anno è roba da veri duri.
La Lega sopravviverà perchè troverà in Zaia la sua alternativa, mettendo in un angolo il tifoso del Milan e devoto di tutti i santi e le Madonne.
Il PD vince e convince una volta tanto e adesso si troverà nella difficile posizione di pretendere cose da Conte e i 5 Stelle senza fare forzature. Come un colibrì impiega tutta la sua forza per restare fermo.
La Meloni sa di non aver vinto un fico secco.
Sa che le 3 vittorie del centro destra non portano la sua firma:
- Zaia ha vinto da solo (guardate i voti della lista Zaia)
- Toti ha vinto da solo (guardate i voti della lista Toti)
- Acquaroli ha vinto grazie all'harakiri PD-5Stelle
Non c'è la firma Meloni sulle vittorie.
C'è la firma Meloni sulle sconfitte di Fitto e Caldoro, cosi come c'è la firma Salvini sulla sconfitta, la debaclè della Ceccardi.
I 5 stelle hanno perso una grande occasione per mostrare il loro nuovo volto, un volto che accetta alleanze e compromessi senza snaturarsi.
Hanno difeso il sì e hanno trionfato lato referendum contro tutti e tutto.
Hanno perso peso nelle regioni e soprattutto nel governo. Sarà un autunno difficile, un inverno dinamitardo.
Renzi conta zero ma farà ancora la voce grossa dati i numeri che ha in parlamento, ma alla fine soccomberà sempre perchè per lui andare alle urne vorrebbe dire tornare a fare altro nella vita.
Calenda è sempre il più corretto, quello del fair play politico e degli auguri a tutti ma riesce sempre e comunque a farci credere che sia il vincitore, il più abile, il più nuovo. Pagherà?
Berlusconi è probabilmente e finalmente arrivato al tramonto politico. Chi si aspettava un ultimo ruggito è rimasto deluso. Toti poteva essere il suo erede ma non lo sarà, per nostra fortuna Forza Italia potrebbe scomparire prima di quanto si possa immaginare.
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