Ailimetroc:
Rangar & Korbhtol correvano con fare pesante verso la montagna di ghiaccio di Grebeci.
Certi giorni appariva inarrivabile anche per loro 2 che sin da bambini avevano trascorso gran parte del loro tempo a scivolare sulle dune di neve e costruire buffi omini di neve.
Erano tra i pochi ragazzi curiosi di tutto il Nord di Kekununu.
Perché la nostra luna è gialla?
Perché 5 volte all’anno diventa infuocata?
Perché a Kekununu abbiamo 2 re ed una regina?
Non ne bastava uno a comandarci?
Perché al Viminex è concessa una guardia reale cosi vasta e imperiosa?
I Virgixy ed i muscoli d’acciaio dormono mai?
Le nostre navi perché non affondano?
Come mai a noi non è concesso di andare a Sud dell’Ehtap?
La regina delle scintille ha mai fatto sesso?
Il patriarca Giallo cosa mangia?
Perché da noi la terra è cosi malevola mentre al Sud è cosi fertile?
Sarà vero che negli altri 5 regni di Selenya il cielo non mostri una luna gialla come la nostra?
Domande che assillavano Rangar e Korthbol da anni, sin da quando erano bambini.
Avevano notato che qualcosa stava cambiando negli ultimi anni.
La gente normale sembrava impazzire nei dintorni dei giorni della Luna infuocata e quelli considerati più pazzi sembravano diventare più saggi.
La casa del piacere del villaggio era sempre più vuota per poi ripopolarsi rapidamente dopo qualche giorno. I piccoli animali diventavano selvaggi più del solito e le grosse bestie sparivano nelle loro tane.
Non tutti lo avevano notato ma loro si.
Ecco perché avevano deciso di spingersi sull’estremità della montagna di Grebici proprio allora, proprio quando mancavano poco più di 2 giorni alla notte della Luna infuocata.
Si erano adagiati in una grotta ed erano riusciti ad accendere un piccolo fuoco che li avrebbe riscaldati. Non sarebbe bastata la loro pelliccia di foca prete. Le temperature erano di decine di gradi sotto lo zero e si rischiava il congelamento sulle pendici di Grebici.
Ma loro erano oltremodo curiosi di capire cosa stesse succedendo a Kekununu.
Credevano che li dove la terra finiva potesse esserci la spiegazione ai loro dubbi.
Mancavano esattamente 2 giorni e 2 notti alla Luna infuocata quando la grotta crollò sulle loro teste non lasciando scampo a Rangar e Korthbol. O almeno fu quello che pensarono quando videro collassare su di essi tonnellate di pietra lavica ghiacciata.
Non capirono esattamente quanto tempo passò dal crollo ma improvvisamente aprirono gli occhi.
Erano di colpo nuovamente in quella grotta. Nulla era crollato e loro erano vivi.
Timidamente e con grande paura uscirono dalla grotta.
Intorno alla grotta trovarono un giardino di Ibiscus, rigogliosissimo.
Erano sulla vetta del Grebici ma il Grebici non esisteva più. Erano sospesi in area come se fossero sull’estremità di una mela tutta mangiucchiata al centro e della quale restavano appunto solo le estremità ed un esile parete che congiungeva entrambe dalla testa al cielo.
Nessuna Luna in cielo. Nessuna nuvola. Il cielo era bianco come la neve. L’aria era calda. Scorgendosi in basso vi era solo lava infuocata.
In lontananza si scorgeva lava e solo lava.
Sussurri indistinti penetravano nel loro padiglione auricolare.
Si abbandonarono ai sussurri e caddero a terra, storditi e senza respiro.
Si risvegliarono ancora.
Stavolta la lava era in cielo.
La neve era a terra.
Di fronte a loro un gigante con gli occhi gialli, la barba rossa e la pelle nera imbracciava una spada dalla lama di ghiaccio ma che riusciva inspiegabilmente ad accendersi.
Il gigante si avvicino a Rangar e Korthbol con fare minaccioso.
I 2 amici chiusero gli occhi e pregarono tutti i dei conosciuti.
Il gigante con una mano li afferrò e li poggiò sull’altra e disse loro:
“Vi è inutile pregare. Vi basterà parlare.”