Non so quanti anni avete voi.
Non so che tipo di infanzia, adolescenza avete vissuto.
Non so dove l'avete vissuta.
Ieri riflettevo su una macroscopica differenza tra i tempi che furono e i tempi che viviamo.
Una differenza sostanziale ma che passa inosservata sotto i nostri occhi, impegnati a scrollare i feed instagram e i tweet.
10/15 anni fa erano tanti i ragazzi e le ragazze, i fidanzatini, gli sposini che passeggiavano mano nella mano.
Si avvertiva quella leggerezza, quella voglia di vivere una storia d'amore, quel brivido nello scoprirsi innamorati o almeno nel provare ad esserlo.
Avete provato oggi a soffermarvi al centro di una piazza, all'angolo di una strada e osservare cosa accade intorno a voi, intorno a noi?
Quel semplice gesto, tenersi la mano, abbracciarsi, sbaciucchiarsi in pubblico e sorridere è un gesto oramai obsoleto, inesistente e per questo rivoluzionario.
A quanto pare sono tanti gli studi a supportare questa improvvisata tesi, questa mia strana e distopica sensazione.
Sono aumentati i suicidi sotto i 25 anni. Aumentati di brutto. Triplicati o forse più che triplicati se ben ricordo.
E' aumentata la sensazione di smarrimento.
Il motivo sembra essere uno ed uno soltanto:
il nostro rapporto con la tecnologia e l'avvento dei social media.
Siamo diventati dipendenti da qualcosa che non porta effettivamente alcun miglioramento alle nostre esistenze.
Siamo diventati schiavi di noi stessi, intrappolati dentro una gabbia tutt'altro che dorata.
Attendiamo i like, dimenticando la bellezza di uno sguardo.
Agogniamo un follow, perdendo di vista lo splendore di un'amicizia.
Questa finta iperconnessione ci ha privati del più dolce dei ritrovi, della più beata delle sensazioni: l'amore, il suo calore, la sua soave assuefazione.
E' un torbido mistero quello che ci accompagna quotidianamente, spingendoci ad essere qualcuno all'interno di un social e nessuno nella vita reale.
Ne siamo tutti vittime inconsapevoli.
Ci sono testimonianze raggelanti di chi queste dinamiche le ha inventate nella silicon valley e che ammette oggi che, pur essendo a conoscenza dei trucchi e delle dinamiche dietro questo mondo, non riusciva a smettere di controllare mail, instagram, twitter, facebook, rinunciando ad uscire, rinunciando a incontrare nuove persone, rinunciando a vivere.
Anche qui sarebbe bello avere un ausilio grafico del grande con il quale potrebbe essere bello sviluppare un crossover con le sue vignette a supporto di questi pensieri sparsi che ogni tanto condivido con voi.
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