I 2 alternano le indagini a momenti di totale ubriachezza, stanchi di una vita grama e avara di soddisfazioni.
Se Pete trova conforto in amanti improvvisate e nella bottiglia, Perry pare essere un uomo alla costante ricerca di un motivo per vivere (o per morire).
Contrapporre la figura sicura, fiera, impettita del Perry Mason degli anni '60 a quella del Perry Mason curvo, lascivo e sfigato di Matthew Rhys è stata una delle carte vincenti che la HBO ha saputo giocare.
La scelta di Matthew Rhys (The Americans) ha pagato dividendi altissimi.
L'attore ha saputo donare al personaggio una fragilità intensa che gli ha permesso di essere credibile durante tutta la prima stagione, protagonista di un'evoluzione mai forzata dagli eventi e sempre carica di quel dramma interiore che Perry introiettava per poi sfogare a colpi di mazza da baseball o di bicchieri di whisky, di scopate violente e di rapporti silenti.
Un Perry Mason che non avremmo mai accostato al "Perry Mason classico" ma che risulta essere toalmente coerente col corso degli eventi.
Lo avremmo chiamato "romanzo di formazione", un tempo.
Matthew Rhys è solo la punta di diamante di un cast brillante dove spiccano la sorprendente Juliet Rylance (Della), la poliedrica e talentuosissima Tatiana Maslany (sister Alice) e lo spessore senza tempo di John Lithgow (E.B.)
La Maslany (Orphan Black) è riuscita a cambiare pelle per l'ennesima volta. E' suo il personaggio più misterioso, una donna santa, vera credente, vera believer che tuttavia si ritrova ad essere un burattino nelle mani di una fantomatica chiesa che ben presto si rivelerà solo una setta fondata per racimolare quanto più denaro possibile e adunare folle di credenti in attesa di miracoli e vita eterna. Sister Alice è stata allo stesso tempo il personaggio più intrigante e forse più deludente della prima stagione, vittima di un percorso più funzionale al racconto che allo sviluppo del personaggio in se. L'impressione è che il talento della Maslany avrebbe potuto essere utilizzato meglio.
Gran sopresa la Rylance che con la sua pacatezza ed il suo volto sempre sospeso tra fermezza e femminilità, è riuscita a fungere da anello di congiungimento tra il Perry affranto e alla deriva e quello determinato e "ripulito" dai propri fantasmi.
Su tutti, però, spicca Lithgow, straordinario nel dare peso drammatico ad un personaggio emblematico come E.B., signore di altri tempi, avvocato rispettato ma in declino, figlio di buone maniere, alto tasso culturale, galanteria e oramai fuori da un tempo marcio, ruvido, incessantemente corrotto dall'avidità di politici, procuratori, poliziotti e gente comune troppo distratta per dare credito a persone per bene come lui.
La sua storyline è sicuramente la sottotrama più potente e meglio rappresentata. Senza la bravura di questo straordinario attore, tale storia non avrebbe avuto lo stesso impatto.
Menzione d'onore a Gaily Rankin (Emily Dodson), personaggio fondamentale attorno alla quale si articola tutta la storyline principale, quella che ai tempi del Mason classico si sarebbe chiamata "caso del giorno".
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