Perry Mason non sarebbe nella propria comfort zone senza un caso complicato da risolvere. La differenza è che il processo attorno al quale si ramifica tutto, si sviluppa lungo tutta la prima stagione. In piena aderenza con la contemporaneità, Van Patten sceglie la strada dell'orizzontalità, abbandonando l'artifizio del caso di puntata autoconclusivo e sempre slegato da una trama principale.
L'omicidio del piccolo Charlie Dodson, figlio di Emily e Matthew, scatenerà un susseguirsi di colpi di scena atti a screditare le figure genitoriali che vengono da subito imputate dell'infanticidio.
Intorno al processo ci verranno mostrate le grettezze di un popolo pronto ad inveire e giudicare senza alcuna prova bollente, la spietatezza di chi vorrebbe lucrare politicamente su quel caso e la barbarie con cui il corpo di polizia prova a ripulire scene del crimine e coscienze collettive per non sporcare il distintivo.
Sono temi lontani un secolo ma quanto mai attuali e, proprio per questo, ancora più desolanti perchè ci mostrano come i delitti dei figli (noi) siano spesso colpa dei padri (loro). La società odierna è figlia di quei tempi, quello che non sembra essere mai cambiato è l'animo umano, corrotto e corruttibile fino al midollo, nei secoli e nei secoli.
In tutto questo il Perry Mason di Matthew Rhys si esalta, addentrandosi in punta di piedi in un caso che scivola sulla sua pelle per rimanervi attaccato come sabbia dopo aver fatto un bagno nell'oceano.
La svolta, la trasformazione, l'evoluzione da loser indomito ad avvocato indomabile è costante ed è tutta nella determinazione, spesso passiva e incomprensibile a Perry stesso, di portare a galla la verità, di adempiere ad una missione salvifica nei confronti di chi altro non è che un agnello sacrificale sull'altare della velocità, dello scoop giornalistico, della sete di colpevolezza di un popolo pronto a sputare addosso alla croce di chi è accusato più che ad aprire gli occhi di fronte ad incongruenze e/o evidenze.
Ci sono dei momenti in cui si avverte palpalbile la sensazione che qualcosa di leggendario venga raccontato sotto i nostri occhi.
Increduli, durante il pilot, assistiamo alla raffigurazione di un Perry Mason che no, non è il Perry Mason che conoscevamo, il Perry Mason che volevamo.
Increduli ma festanti assistiamo alla mutazione genetica del Perry debole e ubriaco nel Perry complesso, iperstratificato ma sempre più simile all'avvocato che credevamo di conoscere, che credevamo di volere.
E' stata una prima stagione esaltante, come testimoniano le pagelle in fondo a questo post e come testimonia la posizione nella classifica delle migliori novità del 2020.
Perry Mason versione 2020, versione HBO, interpretato da Matthew Rhys è stato uno dei più grandi rischi che un'emittente potesse prendere.
Un rischio altissimo che ha ripagato totalmente la scommessa fatta da HBO.
Per nostra fortuna.
Trama: 8
Sviluppo Personaggi: 9
Complessità: 7,5
Originalità: 9
Cast: 10
Impatto sulla serialità contemporanea: 7
Comparto tecnico: 7
Regia: 8
Intrattenimento: 6
Coinvolgimento emotivo: 8
Soundtrack: 3
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