Cosa sarebbe successo se la crisi che stiamo vivendo avesse colpito il Meridione anzichè il settentrione?
Se è vero che a livello sanitario e gestionale non avremo mai la prova e la controprova (chissà se avrebbe retto il sistema sanitario campano o calabro ad esempio, chissà come avrebbero gestito uno tsunami De Luca o Emiliano), c'è però una sensazione mista a certezza che ci portiamo dietro tutti, specie i "terroni" emigrati in "polentonia".
Se ad oggi, il Nord fosse stato costretto al lockdown a "causa" di un'emergenza covid ancora forte in Sicilia o Campania o Lazio, non ci sarebbe stato lo stesso trattamento che siculi, laziali o campani stanno riservando alle povere popolazioni di Lombardia, Piemonte o Veneto.
Con ragionevole certezza avremmo assistito ad un fiume di pressioni per aprire immediatamente il Nord produttivo a scapito del coleroso sud.
Saremmo stati inondati della spocchia e dell'arroganza di politici e manager Nordici, intenti a gettare fango sugli incapaci e inetti manager e politici del sud.
E' una sensazione ma tanto basta per averne coscienza, timore.
E allora un plauso ancora più forte va alla Terronia responsabile 2 volte durante questa pandemia.
Responsabile per aver accolto tutti i richiami e i decreti governativi, anche laddove la situazione non è mai sfuggita di mano, anche laddove il virus non ha trovato terreno fertile.
Responsabile, ancora di più, per aver vissuto questa pandemia come popolo, come Nazione e non come individui o con provincialismo.
Il sud è stato chiuso, giustamente, quando in Lombardia la situazione era fuori controllo.
Il sud è ancora chiuso oggi, giustamente, nonostante da settimane i casi siano pochissimi ed i morti quasi inesistenti.
Mentre in Lombardia si contano le vittime e si chiede di ripartire, i politici leghisti, secessionisti, federalisti, sovranisti, che governano questa regione da anni, non hanno ancora avuto il coraggio di fare ammenda, di bagnarsi di umiltà, con l'intento di migliorare in vista della fase 2 e di rendere omaggio alle tante vittime di covid ed, in alcuni casi, di malagestione dei vari Gallera e Fontana.
Non è il tempo delle polemiche, ne dei sassolini da togliersi dalle scarpe ma forse è il momento di chiedersi se il Sud non meriti maggiore rispetto e magari qualche chance in più, che magari non sarà capace di cogliere, di mostrarsi una vera eccellenza, culturale, turistica, gestionale e politica.