Appoggio la mia mano destra sullo schermo, qualcosa si muove sotto i miei piedi. Appoggio anche la mano sinistra e chiudo gli occhi. Una luce fortissima invade la stanza. Una stanza bianca e vuota che viene travolta da una luce ancora più bianca.
Sento di essere un puntino da cui quella luce parte e al contempo sta arrivando. E' tutta su di me, mi avvolge, mi distrugge e al tempo stesso mi sta partorendo. Un sentimento ancestrale in quell'attimo mi attanaglia.
Apro gli occhi ed è tutto buio.
La stanza è vuota ma è buia, tutto è nero.
Si apre una morta e quel vecchio con la barba lunga mi sorride nuovamente e si avvicina a me.
Benvenuto nel tuo mondo padre.
Fuori non c'è più nessuno.
Nessuno ad idolatrarmi, nessuno ad osannarmi.
Scendiamo in strada ed Osaka è piena di automobili, piena di bambini, zeppa di persone, di cani.
Dexter e Karen debutta al teatro e ci sono insegne ovunque.
Dietro i grattacieli un arcobaleno.
Io sono felice ma non sento nessun cuore battere dentro me.
Un ragazzino si avvicina e mi punge con uno spillo. Mi sorride e scappa via.
Non sanguino.
Non sento il cuore battere ma sono vivo.
Non ho pulsazioni ma provo gioia di fronte a questa nuova Osaka.
E' il 21/12/2112 oggi e quel vecchio signore mi porta in un vecchio seminterrato angusto.
Mi mostra un telo che avvolge qualcosa.
Lo solleva ed esclama:
Adesso puoi tornare indietro e adempiere il tuo destino figliolo.
La mia Alfa Giulietta Grigia è li, sotto quel telo e nel cruscotto vi sono una penna e quel libro vuoto senza copertina che mio padre aveva lasciato nella scatola.
Parte la musica.
We Can Be Heroes, Just for one day.
Metto la mano sul mio cuore artificiale e saluto quell'anziano signore dalla barba lunga.
So dove andare.
So come fare.
So come essere l'eroe di questa storia mai scritta.
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