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"Animula vagula blandula,
hospes comesque corporis,
quae nunc abibis in loca
pallidula, rigida, nudula,
nec, ut soles, dabis iocos."
"Piccola anima dolce e vagabonda,
ospite e compagna del corpo,
discenderai in luoghi pallidi ardui spogli,
non scherzerai come prima."
Caro fratello mio, anima lieve e dolce, e sempre amata.
Presenza costante di tutta la mia esistenza, faro brillante e troppo scontato di un porto sicuro.
Non ho le parole giuste per raccontare ciò che sei stato e ciò che sarai per sempre.
A te dedico le parole che l’imperatore Adriano scriveva alla propria anima quando - morente - essa era in procinto di abbandonare il suo corpo, così che io possa sentire anche solo per un momento il tuo spirito sfiorarmi il viso, mentre solitaria viaggia verso un luogo che io non posso vedere e ancor più conoscere.
Non ho potuto accompagnarti nell'ultimo viaggio, legge disumana degli operatori cimiteriali, ma oggi ho recuperato l’urna contenente le tue ceneri. Me l’hanno restituita in un sacco di iuta o di stoffa, non so, con la scritta verde dell’AMA, come fosse spazzatura. Un sigillo sgraziato che somiglia al bollo fiscale delle sigarette la adorna su un lato. Un tassello dorato al centro, sfregiato dal nastro adesivo attaccato senza cura e staccato più volte a deturpare la scritta del tuo nome e le date che sono il tuo alfa e il tuo omega di questo viaggio terreno.
Un anno fa la vita ci ha colpiti con una prova che non avremmo mai voluto affrontare. La malattia si è insinuata nella nostra esistenza come un'ombra silenziosa ma si è manifestata improvvisa quel 2 di Marzo 2024. Pioveva, pioveva forte.
Abbiamo vissuto ogni istante accanto a te, le due operazioni, la radio e la chemioterapia e oggi il silenzio è assordante senza la tua voce ma tu sei con me.
Sei nel battito del mio cuore, nei ricordi che custodisco come tesori preziosi, in ogni gesto d’amore che ho ricevuto da te e a te donato.
Sono e sarò eternamente grata per averti avuto nella mia vita, per i litigi continui da bambini, per la complicità da adulti, per ogni risata condivisa, per ogni sguardo che alludeva parole non dette.
Marco Aurelio scriveva: "Ciò che non è utile all’alveare non è utile neanche all’ape." E tu sei stato la mia casa, il mio rifugio, il mio complice.
Sei con me, fratello caro, ovunque. Nei miei modi di fare simili ai tuoi, a volte pungenti e antipatici, nelle smorfie, nei modi di dire. Sei nel vento che scompiglia i capelli, nei raggi del Sole che scaldano queste giornate di fine inverno, nella pioggia che scende dritta sulla mia faccia e sulle mie mani.
La musica e i libri erano la tua passione più grande e a me l’hai trasmessa fin da ragazzina. Ora, ogni canzone che ascolto porta con sé un frammento di te, un ricordo indelebile e con essa riesco a riempire quel silenzio vacuo e quasi a sorridere.
"There are two paths you can go by, but in the long run, there's still time to change the road you're on" Led Zeppelin Stairway to Heaven.
Non è un addio, fratello mio, anche se devo lasciarti andare e io continuare a camminare.
Io lo so, so che tu sei lì, in cima a quella scala, circondato dallo sbrilluccichio dorato delle stelle.
Un giorno siederemo insieme sull'ultimo gradino di quella scala per il Paradiso, due puntini in alto in alto al di là del cielo e, sorseggiando una birra ghiacciata, parleremo di tutto. Discuteremo, ci arrabbieremo, rideremo delle assurdità del mondo terreno, osservandolo dall'alto, come due angeli senza le ali.
Ti amo, per sempre 💜