
Oggi è stata una giornata piovosa e fredda.
Quando piove il traffico della capitale diventa ingestibile.
Non cambio le spazzole dei tergicristalli da un tempo del quale non conservo memoria e lo sgnakki sgnakki, sckretch scretch, shrumpf shrumpf, mentre sei in prima folle, folle prima, fermo, fermo e arifermo, diventa una cantilena insopportabile.
Così li ho chiusi, ho lasciato che i vetri si coprissero di gocce e ho fissato il carillon delle luci posteriori di posizione.
Ed ho cominciato a pensare.
Ho passato le ultime due settimane abbastanza lontano dal telefonino e dal computer.
Ho sentito una profonda esigenza di staccarmi dal mondo virtuale, dal pc e dallo smartphone.
Sono nata nella seconda metà del secolo scorso e già da piccola ho iniziato a litigare col Vic20 (chi lo ricorda?).
Io ci mettevo tutta me stessa per scrivere correttamente quelle lunghe stringhe di <<\CD://F+'o'-ekkecaxx☠️☠️??##%%>> ma poi, alla fine, dimenticavo sempre un punto qua e un punto là. E, mentre agli altri dallo schermo partiva una sorta di aeroplanino che sganciava una bombetta a forma ottagonale, a me usciva un fantastico 'datti all'ippica' grigio pixelato (che il monitor a colori potevamo scordarcelo).
Non che mi sia mai fatta un cruccio di essere rimasta tabula rasa in informatica, questo non mi ha impedito di raggiungere alcuni degli obiettivi che mi ero posta nel corso della mia vita né mi vergogno più a dire 'non capisco'. Beh, a volte quando qualcuno tenta di spiegarmi qualcosa cerco di darmi un tono annuendo e facendo una faccia intelligente, ma alla fine devo ammettere di aver compreso il 30% di quello che mi è stato detto.
Ma ora che il mondo è molto più tecnologico, un po' mi dispiace non riuscire a comprendere molte delle cose che alla stragrande maggioranza di coloro che sono su piattaforme come questa sgranocchiano come crackers.
Forse è un po' anche questo che mi genera un blocco dello scrittore, chissà.
Cosa ho fatto in questi giorni? Ho cercato di focalizzarmi su ciò che erano le mie possibili doti, non moltissime credo, ho sentito amici di vecchia data ed ho trovato persone disposte ad ascoltarmi e a supportarmi.
E così, per caso, mi sono ritrovata con i libri in mano, prestatemi dai figli dei miei ex compagni del liceo.
Libri del liceo, chimica, fisica, matematica.
Le mie vecchie passioni.
All'inizio della mia 'carriera' post laurea, ho lavorato come ricercatore presso l'Università e come Tutor per molti ragazzi. Poi la vita mi ha strappato dal sogno dell'insegnamento e mi ha portato a fare una vita di ufficio.
Ma, udite, udite. Domani ricomincio a fare lezione!
Mi sono preparata con la mia compagna di studi che mi ha pazientemente ascoltata ripetere sdraiata sulla soglia della finestra sopra il calorifero (sta furbona).

Provo un misto di felicità e di ansia, perché ho sempre paura di essere al di sotto delle aspettative.
Era molto che non scrivevo, ma stasera ho sentito l'impulso di farlo.
Forse per condividerlo, forse per me stessa, per scaricare la tensione (insieme a quella di vapore della quale già non mi ricordo più la formula, aiuto!).
Le foto sono mie, Oppo Reno Z4 più Photoshop Express, la micia anche 💛💛💛