Questa è una recensione scritta dalla mia ragazza, sto cercando di spiegarle come funziona questo social, ma ancora non ci crede...
Mi sono approcciata all’Amica Geniale di Elena Ferrante tre anni fa in modo piuttosto inaspettato. Frequentavo l’ultimo anno di triennale in lingue e mi restava un solo esame per completare il percorso di studi: Letteratura Americana dell’800. Un mese prima della conclusione del corso il nostro professore ci raccontò di come sua moglie e sua figlia avessero sviluppato una vera ossessione per la quadrilogia della Ferrante. Ne parlavano continuamente, passandosi i libri e scambiandosi opinioni. Neanche fosse stato illuminato dallo spirito santo ci disse che sarebbe stata proprio una bella idea se tutti l’avessimo letto e portato all’esame come testo obbligatorio. Potete immaginare il disappunto generale, cosa diavolo aveva a che fare un romanzetto contemporaneo con Moby Dick? Sebbene irritata dalla situazione, siccome sono una vera secchiona, comprai subito il libro e decisi di togliermelo in fretta dai piedi, in modo da avere tempo poi per studiare gli altri autori. Fui probabilmente l’unica a leggerlo, visto che qualche settimana dopo il professore si rese conto di aver passato un po’ il limite e decise di rimuoverlo dai materiali d’esame.
Quando aprii il libro, che reca in copertina due sposi di spalle accompagnati da un corteo di tre bambine, mi aspettavo il classico romanzo rosa. Certamente si trattava dei soliti temi: amore, passioni, gelosie, tradimenti, un’amicizia in grado di superare ogni difficoltà eccetera. Rimasi invece sorpresa di scoprire che l’amore ha poco o niente a che fare con la trama. Ambientata in un rione di Napoli, la storia tocca temi come la mafia, l’ingiustizia sociale, la voglia di riscatto e la frustrazione di un potenziale sprecato. Le due protagoniste vivono percorsi paralleli ma al tempo stesso lontani anni luce: Lenù (narratrice e omonima della Ferrante) gode di certi privilegi negati invece a Lila (l’amica geniale), che nonostante la sua genialità sarà costretta ad abbandonare la scuola per dedicarsi alla bottega dei genitori, dove il suo temperamento selvatico attirerà l’attenzione di molti individui potenti e sgraditi. Non voglio rivelare troppo, consiglio certamente la lettura del romanzo e, per i più pigri, la serie uscita su Rai Play, che segue passo passo la vicenda di Lenù e Lila così come l’autrice la descrive nel libro.