Ovvero come imbattersi in annunci assurdi e in situazioni critiche realmente accadute
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Succede ad un certo punto della vita che non sei più soddisfatto della tua vita lavorativa, non hai più il la voglia di fare il tuo lavoro che per anni ti ha accompagnato e di vedere sempre le stesse facce, che conosci a memoria, persino le rughe e i loro nei, persino le risposte che ti daranno ai tuoi quesiti e ti ritrovi nella noia della routine, senza verve di ogni tipo. Persino il capo che rompe non ti dà più alcun tipo di emozione e allora succede che dici basta e ti rimetti sul mercato ed è una bellissima sensazione.
Ovviamente non è ciò che è successo a me. A me piaceva il mio lavoro “noioso" da impiegata, a me piacevano le mie colleghe con cui bastava un espressione del viso per capire come sarebbe andata la giornata. A me piaceva pure la gente non troppo in bolla che girava negli uffici e in ditta.
Poi, le menti acute che regnano, hanno deciso che non servivamo più e ci hanno detto “arrivederci e grazie” ma senza grazie.
Quindi per forza di cose mi sono rilanciata nel mercato del lavoro.
Per l’esattezza è da 7 mesi che mi sono rilanciata nel mercato del lavoro e ancora non ho trovato nessuno che voglia darmi un’opportunità.
Intendiamoci, non cerco lavoro per fare l’astronauta senza nemmeno sapere tutti i nomi e distinzioni varie delle stelle, ma un semplice lavoro da impiegata.
Nei primi mesi mandavo CV in maniera molto selettiva poi, non tirando fuori niente dal cilindro, ho iniziato a spaziare pure come commessa, segretaria, addetta alle pulizie e non so più che altro. Più andavo avanti e più mi imbattevo in annunci tipo “cerco apprendista” e sono fuori età, “cerco stagista” 600 euro al mese. Ora ditemi come fa uno a sopravvivere con 600 cucuzze. Fatemelo sapere, se lo sapete.
Annunci in cui “non serve un titolo di studio, ma avere buone doti con la matematica”, quindi la laurea è un surplus. Bello sapere che ho buttato via anni della mia vita in università, che peraltro mi ha fatto schifo, e poi bastava saper far di conto.
E poi ci sono i momenti in cui per trovare lavoro ti devi iscrivere a 18 siti diversi e tutti, e dico TUTTI, vogliono sapere i tuoi dati personali e fai finta di leggere e di capire l’informativa sulla privacy. Poi subito dopo ti arrivano almeno 7 chiamate da vari luoghi in continenti diversi.
Come se non bastasse arrivano gli annunci con i requisiti obbligatori.
Bene, giusto non ci vedo nulla di male se non fosse che come requisito obbligatorio c'è il luogo di residenza. Es. Torino. Certo quindi io che abito in un paese di 2000 anime prevalentemente agricolo, come lo trovo un lavoro?
E poi, magnifico quando ti scrivono “Vercelli o paese limitrofo”. Quanto ca**o è limitrofo? 10 km? 40? 2? Perché è un problema se iniziano a scartarti per quello. Io non te ne danno possibilità.
Che poi voglio dire, saranno fatti miei da dove arrivo? A te deve interessarti che io arrivi puntuale e faccia il mio lavoro con serietà e professionalità, no?
No. Perché la pausa pranzo è di due ore, poi ti stufi e ci molli.
Pensa un po’: se io lavori e tu mi paghi degnamente, magari ho anche la possibilità di trovarmi una casa più vicina proprio come vuoi tu. Ti do questa notizia rivoluzionaria.
Ma tutto ciò non lo puoi dire perché non ti danno nemmeno la possibilità. Ti silurano con una mail, se sono gentili. Sennò con un “non selezionato” o il nulla più assoluto.
Invii, mandi CV, fai colloqui.
Questi fantomatici “colloqui conoscitivi” che 7/10 sono tramite agenzie. E lì si fa largo la figura creatasi negli anni 2000. Il recruiter.
Colui a cui se piaci hai delle chance di lavoro sennò fischi in curva.
Credo ci siano tre tipi di recruiter:
1 - I disperati: che hanno accettato quel lavoro perché stavano messi come me
2 - I bravi: che ce la mettono tutta per darti realmente una mano
3 - I desaparicidos: non credo serva dire perchè
Credo di aver fatto una ventina di colloqui. Fai la tua chiacchierata di mezz’oretta. Sembra vada tutto bene, ti lasci con un “a presto allora”.
E costui scompare nel nulla (chiaramente ho avuto molto a che fare con la terza categoria).
Aspetti per settimane, poi ti rassegni.
Ad un certo punto, in un pomeriggio in cui stai morendo di caldo, arriva una chiamata del tutto inaspettata. Vogliono fare un colloquio in azienda, direttamente!
Non ci credi nemmeno e inizi a farti mille problemi.
Cosa dire, cosa no e soprattutto studiare quali siano e i tuoi pregi e i difetti, perché quella domanda la fanno sempre.
E invece no!
Il must è: “di che segno sei?”.
SCUSA???
Da giorni mi preparo risposte sensate tipo “paziente ed organizzata sono i miei pregi. Difetto: eh, mi dicono che son troppo precisina” (tutte cazzate) e tu salti fuori con “di che segno sei?”??
A parte che se hai letto il mio CV e sei evidentemente un appassionato di astrologia lo dovresti sapere ma comunque rispondo e … “ascendente?”.
Veramente vogliamo basare i rapporti interpersonali professionali in base al segno zodiacale? Serio?
Indubbiamente a questa i capricorno stanno sul ca**o e non mi hanno presa.
Fai altri 8 colloqui e niente, vanno sempre male.
C’è sempre qualcosa che non va.
Vorrei capire, sono io il problema?
Evidentemente sì, però aiutatemi a capire gli errori perché sennò non lo troverò mai più un altro lavoro.
È l’ironia il problema? L’essere onesti e dire che no, non lo so l’inglese fluente se è quello che cerchi.
Quindi, la mia avventura disperata proseguirà, per forza, sperando che qualcosa prima o poi migliorerà.
Ah, e nel frattempo se avete consigli e lavori da propormi , fatevi avanti! :)
Ps. chiedo scusa ai recruiter che veramente si impegnano nel loro lavoro, ma l'articolo va anche letto in chiave tragi-comica. Grazie