Il meglio ed il peggio delle prime due giornate...
Il peggio:
il look rosa fluo della Pausini, nun se po vede. Quel trucco alla Cristiano Malgioglio , altro protagonista dell’Eurovision, che sembra appena uscita dal negozio di Barbie, non va
l’omaggio alla mitica Raffa. 30 secondi senza nemmeno una canzone (intera) o un piccolo balletto. Abbastanza triste
alcune canzoni, di non so più che Stati, sono delle lagne pazzesche
la mancata finale di Achille Lauro. Ha fatto praticamente in 3 minuti uno show pazzesco e l’hanno ignorato, infuocando però il Palaolimpico di Torino. Vabbè, giocava in casa ok… però son passati i pokemon, dai!
Il volo, che tedio.
Il momento di sconcerto quando realizzi che dura pochissimo!
Le attese del passaggio alla finale. Siamo tutti lì ad aspettare di sapere chi sfiderà l’Italia e… quei minuti che non passano. Praticamente ci vuole più tempo a sapere chi passa o meno, che a vedere tutte le esibizioni dei Paesi in gara
Il duetto Pausini – Mika. Che sono stati bravi, per carità, ma mi aspettavo qualcosa di più?! Di diverso?!
Il meglio:
doveroso omaggio a Raffaella Carrà. Sì, è anche nel meglio perché la Carrà è la Carrà anche in 30 secondi
i 3 che commentano. I due posati che ti fanno capire cosa succede e uno che dice quello che pensa, senza filtri. Bravi
le immagini dell’Italia più bella tra una canzone e l’altra. Ho scoperto anche posti interessanti da visitare. Ottimo spot
il palco, gli effetti, le inquadrature. Hanno costruito una macchina da guerra
Achille Lauro, meraviglioso show. Punto
La padronanza dell’inglese dei 3 conduttori. Tutta ammirazione la mia, che non riesco manco a dire “what’s your name”
La Moldavia, che scasso. Tutta da ridere
Alessandro Cattelan, sobrio, divertente e mai scontato
La velocità. Noi siamo abituati alle nottate di Sanremo e sono le 23.15 ed è già tutto finito. I 3 ti dicono “ciao ciao, buonanotte Italia” e ti guardi intorno perplesso chiedendo” ma che davero? È finito?”. Gioia e gaudio e si va a nanna con nelle orecchie “eh, oh, let’s go…” la prima sera e la seconda “ ma che stupida voglia che ho”.
La meraviglia delle meraviglie però è stato Diodato. Un incanto, devastante. Bellissimo
Concludo dando i giusti meriti anche alla maestosità di Torino, che una volta vista, ti rimane addosso e non ti abbandona mai.
In bocca al lupo Brividi… e se si deve perdere, che sia per mano della Moldavia.
“eh, oh let’s go” Italy!