Come si diceva al termine della Naja "finita!"
In questo caso riferita alla campagna elettorale, come dicevo in altro post quick and dirty. Ora arrivano le solite considerazioni improbabili, quanto infelici, sui risultati.
Come previsto la pratica astensionismo è stata derubricata tra i dati del Viminale e i primi exit poll. Fregacazzi a nessuno.
Poi i risultati definitivi, con i soliti improbabili esponenti, che richiamando un fare filo-mafioso, ci informano che tizio o il partito XYZ ci ha "rubato" i voti. Quelli erano cosa nostra, come si sono permessi di rubarceli? Quando la democrazia e il suo esercizio più tangibile vanno a farsi fottere.
Ma delle analisi giornalistiche e politiche non si può evitare di parlare del PD. In realtà dalle elezioni 2018 non è che sia cambiato granché sul piano percentuale; tuttavia, questo giro i sondaggi ci hanno preso discretamente bene per tutti gli altri soggetti. Meno che il PD, dato che avrebbe dovuto essere incollato al partito della Meloni.
E qui arriva il punto interessante. Tutti a dire ed analizzare su cosa abbiano sbagliato nella campagna elettorale. Diciamo che la loro strategia è stata tra inesistente e il vagamente fastidioso. Ma anche fosse stata eccelsa e martellante, non cambiava molto.
Infatti, sono cambiati gli elettori. Non basta farsi bello, aprire l'account Tik Tok, o il sito XY che poi il giorno dopo le elezioni viene abbandonato a sé stesso che non serve più per cinque anni. Gli elettori ora valutano il lustro per intero.
Nel caso del PD, che era il partito dei lavoratori, proprio questi ultimi sono andati in pensionamento come argomentazione politica. Meglio le argomentazioni gender, lo ius soli. Già ma poi arrivano le elezioni successive.
La riprova, o prova del nove, ce l'abbiamo con Salvini. Dopo l'uscita dalla maggioranza governativa di fatto aveva cercato di mostrarsi in opposizione, anche se poi ha dovuto sostenere il governo Draghi. Sul piano realistico però la sua spallata del 2019 non è andata dimenticata, anzi gli elettori si sono ricordati eccome.
Idem per i cinque stelle, hanno perso la "verginità" politica che aveva garantito quel voto di protesta che ti spinge in alto ma evapora altrettanto velocemente.
Ora tocca alla Meloni governare. Vedremo come va, meglio tenere le aspettative basse, just in case...
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