No contro Si, ovvero si al taglio dei parlamentari, no al taglio dei parlamentari. E' il nuovo tormentone di fine estate. Per altro, apro e chiudo una parentesi polemica, ci hanno letteralmente scassato i cosiddetti sul ritorno a scuola, imperativo non perdere nemmeno un'ora, poi neanche 15 giorni dopo ci sono elezioni varie e il referendum. Di solito si svolgono negli istituti scolastici e pertanto vengono chiusi alle lezioni... vabbè chiusa la parentesi.
Votare No o votare Si, in questo caso il risultato non è nemmeno più di tanto interessante, è più interessante il prima. Infatti a seconda di chi si schiera cala la maschera sulla verità. Il tanfo maleodorante della politica quando si alzava troppo trovava come spray anti-odore proprio la proposta di ridurre i parlamentari. Fatta da destra e sinistra a parole, chiaramente se ne sono ben guardati dai fatti. Poi è arrivato il Movimento 5 Stelle, caricato a pallettoni proprio dallo stesso tanfo di cui sopra, ed era chiaro che si arrivasse ai fatti, cioè ad una legge. Per altro votata anche da chi era contrario proprio perché si cercava di farsi vedere lontano dalla casta. Cosa che nel caso di una vittoria del Si non andrebbe come credits e consenso al Movimento ma più probabilmente al PD.
Questa legge deve essere confutata poi dal risultato del referendum, che non prevede il quorum essendo un referendum costituzionale confermativo e non abrogativo.
Come dire, la tempesta perfetta. Il taglio dei parlamentari è di 345 poltrone, portando a 400 deputati per la camera, contro gli attuali 630; e 200 senatori contro gli attuali 315. Quindi un taglio di circa un terzo a spanne, insomma nemmeno così esagerato. Se confrontiamo il numero di poltrone con altre nazioni in relazione al numero di cittadini, salta fuori in modo inequivocabile che il nostro sistema è decisamente generoso. Basti vedere la camera dei Lord Inglese, praticamente l'equivalente di uno sgabuzzino di uno dei nostri palazzi del governo.
Dal punto di vista del cittadino medio penso che il Si sia quanto mai scontato, non ha neanche bisogno di essere argomentato. La parte interessante è il No, ovvero il partigianato delle prebende.
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E qui le argomentazioni andrebbero rilegate in un libro di battute comiche. La più gettonata "il taglio delle poltrone da un risparmio (in soldi) ininfluente". Sarà.. ma questa cosa l'abbiamo sempre sentita per bocca di qualcuno che ha un interesse in merito. Oltre allo stipendio che non sono due spicci, ci sono tutta una serie di benefit e vitalizi, non calcoliamo poi portaborse e segreterie varie, affitti di uffici eccetera. Forse non sarà sta gran cifra, ma come diceva Totò è il totale a fare la somma.
Rischio della democrazia. Detto poi da quelli che nel referendum prima volevano direttamente abolire (fintamente) il senato. La tesi in questo caso è che i capi-partito avrebbero più potere per decidere le poltrone. Come se adesso fosse il contrario. La legge elettorale va cambiata, ancora, perché i seggi li deve decidere esclusivamente la cittadinanza, non il pinco-pallo di turno. Cosa per altro dichiarata incostituzionale, ma facendo i giri e giravolte in qualche modo l'hanno re-introdotta di nuovo.
Perdita di rappresentanza. Questa potrebbe essere la tesi più forte. In pratica gli eletti sono uno ogni 80.000 abitanti, si passerebbe a uno ogni 100.000. Violando il ragionamento dei padri costituenti sull'equità di rappresentanza. Il fatto è che i padri costituzionalisti non avevano previsto le elezioni dei presidenti e consiglieri di regione e nemmeno quelle europee. Come se non bastasse proprio chi propina questa tesi fa notare che nel frattempo la popolazione è numericamente aumentata, quindi per paradosso le poltrone andrebbero aumentate non tolte.
Abbinare il referendum alle amministrative condiziona il voto al Si. Altra cretineria, per altro tesi che salta fuori ad ogni giro o quasi, specie nel caso del quorum, perché si evoca il diritto (pericolosissimo) a non andare a votare. Tra l'altro dalle elezioni europee se ci fate caso, c'è un basso profilo mediatico da parte degli interessati, come se fosse preferibile non parlarne.
Nel frattempo partono i fini insulti a quelli del Si. Chi vota No sarebbe culturalmente elevato o maggiormente istruito. I Si invece sono i burini peracottari... mi sembrava di averla già sentita questa nel 2018. Se il partigianato delle prebende si ritiene più elevato, che faccia fare una legge per cui i loro voti valgano il doppio..
Vedremo nelle prossime settimane chi e come si schiererà. Da una parte il rischio di passare per difensori della Casta, dall'altra la voglia di mantenere le prebende. Un bel pasticcio. Per ora sono saltati fuori quelli esterni alla politica "giocata", come Prodi che non si sentiva da mesi e neanche a dirlo è contrario al taglio.
A proposito Romano! sto ancora aspettando l'aumento di stipendio, la riduzione delle ore di lavoro e il rimborso della patrimoniale del 1997 che ci avevi promesso.