Oramai sono parecchi anni che dico che siamo in una nuova epoca, dopo quelle ben più nobili, come l'illuminismo o la rivoluzione industriale, siamo in quella dei cazzari.
L'ultima, e di dimensioni ragguardevoli, viene dalla Deutsche Bank, quella piena di titoli tossici. Ma evidentemente per fare determinate ricerche devono sentirsi con i mutandoni di Ghisa forniti dal governo tedesco.
Un team di ricerca economico, dentro la suddetta banca, ha sentenziato che chi lavorerà in Smart Working debba essere tassato e nemmeno poco. Si parla di un 5% e su calcolo giornaliero.
La motivazione? E' un privilegiato, e come tale va tassato. Il privilegio consiste chiaramente nel fatto di lavorare a casa, così rispetto agli omologhi in presenza non deve pagare per l'abbigliamento, non ha spese per il pranzo, non deve muoversi.
Perché secondo questi geni, uno smart worker lavora coperto da foglie di fico, vive d'aria, mentre riscaldamento, elettricità e connessione ad internet cascano dal pero.
La proposta al momento è indirizzata al governo tedesco e si intende per una visione futura post-covid. Infatti molti articoli di giornale riportano che alla fine della pandemia rimarrà lo smart-working e questo andrebbe a danneggiare le economie locali.
A parte che il tele lavoro prevede una casistica piuttosto stretta, anche per chi lavora in ufficio, visto che la dematerializzazione cartacea è ancora lontanissima e comunque non sempre possibile. Questo porta al fatto che di tutti i lavoratori, anche tra i colletti bianchi, si parla di una percentuale di questi, ovvero un impatto potenziale sulle economie locali difficilmente misurabile.
Per altro, i risparmi che si ottengono da un lato, per il tele-lavoratore, vanno fuori dall'altro, appunto tra riscaldamento o condizionamento dell'aria in estate, maggiori spese al supermercato o al delivery food. I vestiti comunque uno li deve comprare, lavare eccetera. Semmai per chi lavora molto lontano dal posto di lavoro avrà sicuramente un risparmio sul carburante, ma anche un miglioramento della qualità della vita poiché non passerà una parte considerevole di tempo in auto. Miglioramento, che come altri studi hanno evidenziato, porta benefici sulla qualità del prodotto lavorativo.
Penso che quando si parla di privilegi, quello della classe media non debba neanche essere preso in considerazione, poiché da decenni ci sono tartassamenti vari, senza che ci si potesse neanche opporre. Forse i privilegi, quelli veri, li devono andare a cercare e tassare negli stipendi milionari di CEO, Dirigenti dai dubbi risultati che comunque ottengono "buone uscite" a sei zeri. Mentre sotto, dove la gente lavora per davvero, lasciano le conseguenze tossiche di scelte assurde ove non scientemente ragionate per fare danni.
Ancora una volta tocca constatare che siamo, per la società dei ricchi, solo delle mucche da mungere.
p.s. sarà mica che al team di ricerca della Deutsche Bank abbiano negato il tele-lavoro? mah...
