Questa piccola ed intrigante storia era nel cassetto da quasi due anni.
Dopo le avventure del Duca di Reynwald dopo il tetro mondo di Paura dell'Ignoto ed il fantasioso Galeone, incontreremo nuovi ambienti e nuovi personaggi.
Questo racconto intreccia tre storie in un unico racconto ed è un tentativo di concorrere all'iniziativa promossa da con il contest sulla pagina dell'account
Spero di leggere i vostri commenti numerosi.
il Marito: 1 di 3.

La casa era bella, luminosa, con un grande salone, due bagni, un piccolo portico, un bel garage spazioso ed una lingua di terra che circondava l'abitazione e sulla quale era stato adagiato un pratino inglese.
I due ragazzi ci andarono ad abitare quando Vittorio fu confermato a tempo indeterminato. Il giorno dopo l'evento, fissarono immediatamente alcuni appuntamenti con un'agenzia immobiliare. Dopo pochi mesi trovarono la casa dei loro sogni: si trattava di una villetta poco fuori Torino con i boschi a due passi ed alcune casa sparse nei dintorni. Paola era una negoziante mentre il marito era un ingegnere informatico che lavorava in una piccola azienda metalmeccanica vicino ad Asti.
Lei era una gioviale ragazza del nord Italia con i capelli castani fino alle spalle ed una risata contagiosa. Sul suo viso spiccavano due occhi vivaci che cambiavano colorazione in base alle condizioni atmosferiche passando dal verde nelle giornate di sole al grigio in quelle nuvolose. La corporatura media ne metteva in risalto i seni ben torniti. Amava organizzare feste con innumerevoli amici e spesso obbligava il marito a parteciparvi convincendolo con il suo sorriso.
Dal canto suo Vittorio sopportava l'estrosità della moglie con garbo e delicatezza. Il ragazzo era un uomo alto ed imponente, con una barba folta e scura. Il passato da giocatore di basket aveva lasciato il passo ad una prominente pancetta ma non se ne curava particolarmente. A differenza della moglie preferiva la compagnia di pochi intimi amici con i quali amava trascorrere il proprio tempo chiacchierando e gustando una birra.
Nel tempo libero Paola giocava a pallavolo. Vittorio la prendeva in giro perchè riteneva che uno sport senza contatto fisico non fosse uno sport. Per contro Paola lo sfotteva bonariamente quando lo vedeva trafficare in garage con la sua "roba elettrica da ingegnere".
Entrambi amavano le camminate in montagna e le immersioni al mare. Appena gli impegni lavorativi di entrambi lo permettevano, non perdevano occasione per recarsi sulle Alpi a camminare o in Liguria a fare immersioni.
Il tempo trascorreva placido. Certo, qualche screzio non mancava nella coppia: talvolta, infatti, il carattere sanguigno di Paola che le permetteva di donare allegria e sorrisi ad amici e parenti, talvolta la tramutava in un guerrafondaio fiume in piena che Vittorio riusciva a contenere con sapiente maestria e incrollabile pazienza. Parimenti il modo di pensare fuori dagli schemi del marito non mancavano di innervosire la donna che cercava di esercitare il ruolo di pacificatrice.
Gli anni passarono ed i ragazzi invecchiavano. Di tanto in tanto la casa necessitava di qualche lavoro di ristrutturazione ma in quasi trentanni trascorsi nella loro abitazione non si pentirono mai di averla acquistata.
Fu per questo motivo che in pomeriggio primaverile, precisamente il 20 maggio del 2026, per la prima volta in trent'anni anni Paola andò, come spesso faceva, in garage a portare una limonata a Vittorio ma il bicchiere le cadde dalle mani non appena varcò la soglia. L'uomo dalla barba ormai bianca, l'uomo con il quale aveva condiviso trent'anni della sua vita, giaceva sul pavimento del garage rantolando.
Paola corse verso di lui, prese il cellulare sul comodino e compose il 112. L'ambulanza arrivò nel giro di pochi minuti e lo portò via. La donna si ritrovò da sola a fissare il vuoto, poi spense la luce del garage e andò in casa a cambiarsi per andare all'ospedale.
Quel giorno tutto cambiò. Era il 20 maggio 2026.
NB: