Premessa

Ad agosto 2019 ho letto e recensito Padre Ricco, Padre Povero di Kiyosaki. Da allora, qualcosa in me è cambiato. Quel libro, dopo aver smontato molte mie convinzioni pregresse, mi ha indotto a modificare le mie abitudini di spesa e ad incentivare i risparmi cercando di condurre una vita maggiormente consapevole dal punto di vista finanziario.
Ho intenzione di parlare in futuro di questa transizione con maggiori dettagli ma per adesso concentriamoci sull'argomento del post.
Nel mio percorso di crescita finanziaria, ho aggiunto anche la formazione e tra i vari canali di fruizione ho inserito il podcast: oggi vorrei proprio parlarvi di una puntata di un podcast che ti consiglio di ascoltare per la ricchezza di contenuti proposti e le spiegazioni fatte con cognizione di causa: il GPShow di Giorgio Pecorari.
La puntata del podcast

La puntata in questione inizia con un'affermazione molto forte:
Il 70% delle famiglie americane afferma che, se si presenta una spesa improvvisa di importo pari o superiore a 500 USD non è in grado di far fronte all'imprevisto.
Beh questa cosa mi ha particolarmente colpito perché fino a cinque anni fa ero esattamente nella medesima situazione. La soluzione, in una situazione simile, è una ed una soltanto:
Chiedere un prestito. Questo porta ad una minore capacità di spesa che ti riporterà ad essere in difficoltà che ti riporterà a richiedere un prestito. Le proprie passività, aumentano e l'incremento del debito verso il sistema finanziario ti trascina in basso come la mano di un invisibile spettro nelle acque gelate della disperazione.
L'accessibilità al credito è una componente caratteristica della nostra società occidentale e spesso ci si ricorre per motivi futili come le vacanze o un gadget tecnologico.
Il "credito" è venduto come qualcosa di magnifico: "Realizza i tuoi progetti" oppure "Credi nelle tue ambizioni" o ancora "Il prestito sicuro, facile e veloce per realizzare ciò che ti sta a cuore". Ti sembra quasi che il credito sia un organismo benevolo che ti aiuterà sempre ed a spada tratta salvo poi comprendere che in realtà si comporta come una malattia degenerativa: una volta contratto sei portato a non farne più a meno dal sistema stesso.
Ma esiste una cura.
L'idea che Kyiosaki espone e l'autore del podcast ripropone, è quella di spendere i soldi che si hanno e non prenderne a credito: per far questo bisogna avere un piano di risparmio.
Piano di accumulo e di risparmio; risparmio passivo ed attivo

A questo punto l'autore, che per altro è un consulente finanziario indipendente, parte con il fare una disamina del termine "risparmio" esponendo due definizioni che mi hanno fatto riflettere e che voglio riportarvi:
- definizione passiva: il risparmio è ciò che metto da parte dopo aver sottratto alle mie entrate, tutte le mie spese. Ciò che mi rimane è la somma da risparmiare.
- definizione attiva: programmo delle spese per il futuro. Quando ho delle entrate, metto via la quota parte per coprire tali spese in futuro e poi copro quelle attuali.
Questo concetto è un cambio di mentalità davvero importante e fondamentale.
Nel primo caso si subiscono passivamente le spese. Si è in balia degli eventi e spesso non si arriva a risparmiare nulla durante il mese perché... non si ha uno stipendio sufficientemente alto o ci sono troppe spese o un mix delle due cose. Beh, ci sono passato anche io e posso dire che non è assolutamente vero: è solo una questione di mentalità.
Se si ha un piano di risparmio e si decide che fra 10 anni si deve cambiare l'automobile, si potrebbe mettere via una cifra mensile da qui a 120 mesi per effettuare l'acquisto in tranquillità.
In questo modo quando arriverà il momento di effettuare quell'acquisto, sarà possibile effettuarlo tranquillamente e con soldi propri e non accendendo un nuovo debito o, al massimo, per una quota davvero irrisoria. Se, tuttavia, l'auto attuale si dovesse rompere irrimediabilmente prima di tale scadenza, si avrebbe comunque un cuscino piuttosto ampio da utilizzare per coprire buona parte dell'imprevisto.
L'autore, inoltre, esprime anche una differenza molto netta tra due termini apparentemente simili:
- piano di risparmio
- piano di accumulo
Del primo ne abbiamo appena parlato: sostanzialmente si tratta di pianificare una spesa futura ed accantonare una cifra settimanalmente o mensilmente al fine di arrivare preparati alla data prefissata.
Il piano di accumulo, invece, consiste nell'accumulare una determinata cifra con cadenza settimanale o mensile ma in strumenti finanziari al fine di ottenere, sul lungo periodo, un rendimento più o meno interessante. In questo caso, dunque, non c'è la pianificazione di una spesa ma l'accantonamento di una cifra periodica affinché, in un futuro prossimo, raggiunga una certa consistenza e per potercela godere senza remore.
Conclusioni

Sono perfettamente consapevole che questo cambio di mentalità è particolarmente difficile ed oneroso. Se si ha incentrato una vita sull'ottenimento di debiti, uscire da questa gabbia è un'impresa titanica ma non impossibile.
Ci vuole costanza e pianificazione. Ci vuole sacrificio e programmazione a lungo termine ma è possibile ed i risultati danno soddisfazioni impensabili.
Il trucco, se così si può chiamare, è procedere per piccoli passi e piccoli obiettivi. E' un concetto noto sin dal tempo dei romani: dividi et impera dicevano costoro.
Ebbene: fissati un obiettivo e dividilo in più parti. Governerai il tuo futuro finanziario e vivrai più tranquillamente.
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