Quest'anno, io e mio suocero abbiamo deciso di produrre in casa il vino. Dopo esserci cimentati con la distillazione amatoriale di brandy, abbiamo pensato che fosse giunta l'ora di andare... come si suol dire... alle radici del discorso.
Per questo motivo, a novembre 2021 anche complice il simpaticissimo lock down a singhiozzo, abbiamo unito le forze e comprato 30 quintali di uva da nebbiolo.
Il nebbiolo, per chi non lo sapesse, è una delle uve nere più antiche del Piemonte e, personalmente, la trovo anche una delle più buone.
Dopo aver fatto fermentare l'uva per circa 1 mese, abbiamo torchiato il restante succo. Le graspe sono finite in un alambicco dal quale abbiamo prodotto 12 litri di grappa davvero ottima, mentre il succo estratto dall'uva l'abbiamo messo in 7 damigiane e coperte per non far raffreddare troppo il prodotto.
In questi mesi, nel rispetto anche della luna calante, abbiamo travasato due volte il vino e sabato scorso ci siamo ritrovati per questa splendida attività.
Per l'occasione abbiamo anche chiamato lo zio della mia compagna e, ovviamente, è finita, come si suol dire, a salame, vino e pagnotta di pane.
Bulla, la mia dolcissima cagnetta, ha tenuto d'occhio tutte le operazioni concedendosi, di tanto in tanto, una perlustrazione del giardino per poi tornare a monitorare la situazione.
In circa tre ore abbiamo travasato il vino, pulito le damigiane, effettuato i dovuti test olfattivi e papillari (tradotto: abbiamo trincato allegramente) per poi aspettare le rispettive compagne e mangiare insieme.
Trovo queste attività, legate alla natura ed ai vecchi mestieri, molto rilassanti e gustose. Ti affacci ad un mondo lontano dai PC, dagli smartphone, dalla solita routine per cimentarti in gesti antichi quanto attuali.
Il vino ci metterà ancora alcuni mesetti a maturare e a novembre/dicembre è prevista l'imbottigliatura. Francamente sono molto eccitato perchè sarebbe il primo vino che produco in casa.
Che dire dunque, non posso augurare a tutti voi un bel "CIN-CIN"!