Amici di Olio di Balena, oggi parliamo di un argomento leggero e spensierato: il sistema pensionistico italiano.
Non è vero, non è leggero per niente. Ma meglio affrontarlo ora ed essere coscenti di cosa succederà nel futuro.
Se pensate che la pensione sia una questione lontana, vi sbagliate di grosso. È come il Natale: credete sia ancora lontano, poi all’improvviso vi trovate a scegliere un fondo pensione con la stessa angoscia con cui scegliete i regali il 24 dicembre.
COME FUNZIONA IL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO?
Il nostro sistema pensionistico si basa su un principio geniale: chi lavora oggi paga le pensioni di chi è già in pensione Geniale fino a quando ci sono abbastanza lavoratori. Peccato che se negli anni ‘70 il rapporto fosse 6 lavoratori per ogni pensionato, oggi il rapporto sia quasi uno a uno: un lavoratore paga una pensione.
Tradotto: il sistema regge come un castello di carte in mezzo a un tornado.
Fino a qualche decennio fa, la pensione rappresentava circa l’80% dell’ultimo stipendio. Oggi siamo scesi al 55-60%, e nel futuro andrà anche peggio, si stima che si andrà sotto il 50%. Se la tendenza continua, il giorno della pensione riceveremo una pacca sulla spalla e un buono per la mensa della Caritas.
MA QUANDO CI ANDREMO IN PENSIONE?
Domanda interessante. Se hai 30 anni oggi, l’età della pensione sarà intorno ai 70 anni. Se tutto va bene. Se invece va male, probabilmente andremo in pensione il giorno dopo il funerale.
Quanto prenderemo? Facciamo due conti:
- Se oggi guadagni 2.000€ netti al mese, la tua pensione sarà circa 1.000€.
- Se guadagni 1.500€, preparati a vivere con 750€.
- Se guadagni meno… hai mai pensato di aprire un chiosco di piadine in qualche paese tropicale?
Il problema è che il sistema dipende dal numero di nuovi lavoratori, che in Italia sono sempre meno. Se continuiamo così, tra qualche anno gli ultimi giovani rimasti dovranno mantenere tutti i pensionati del Paese. In pratica, il prossimo lavoratore assunto dovrà avere lo stipendio di Elon Musk per farcela.
C’È UNA SOLUZIONE? SÌ, IL FONDO PENSIONE
Se pensavate che non ci fosse via di scampo, vi sbagliate. Esiste un modo per evitare di passare la vecchiaia a contare gli spiccioli: il fondo pensione.
COS’È UN FONDO PENSIONE?
È uno strumento che ti permette di mettere da parte soldi per la pensione in modo autonomo.
Mentre il sistema INPS aspetta nuovi lavoratori come un ristorante vuoto (e senza prenotazioni) aspetta clienti, il fondo pensione prende i tuoi soldi e li investe, facendoli crescere.
Un concetto rivoluzionario: mettere da parte oggi per non pentirsene domani.
I VANTAGGI
- Cresce nel tempo: Se inizi a 30 anni e versi 100€ al mese, con un rendimento che possiamo ipotizzare pari a 3-4% annuo, a 70 anni avrai circa 120.000€. Se aggiungi il TFR, puoi superare i 200.000€. Così, mentre l’INPS ti offrirà una pensione da fame, il fondo pensione ti permettera almeno una cena decente.
- Risparmi sulle tasse: Puoi dedurre fino a 5.164,57€ all’anno. Significa che se versi 2.000€, lo Stato ti rimborsa fino a 600€. Quando mai lo Stato ti dà indietro dei soldi senza prima inventarsi una tassa nuova?
- Non sono soldi bloccati per sempre: Dopo 8 anni, puoi ritirare fino al 30% per qualsiasi esigenza. Per comprare casa, puoi prelevare fino al 75%. Se invece punti a ritirare tutto subito, meglio puntare su un gratta e vinci.
MA IL TFR… MEGLIO LASCIARLO IN AZIENDA O METTERLO NEL FONDO PENSIONE?
Il TFR è il trattamento di fine rapporto, una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per te. Ora hai due opzioni:
1. Lasciarlo in azienda, dove cresce dell’1,5% + 0,75% dell’inflazione. Tradotto: rende meno di un salvadanaio.
2. Metterlo nel fondo pensione (uno a bassi costi e rendimento storico decente), dove può crescere con un rendimento che possiamo stimare nel 3-5% annuo.
Lasciare il TFR in azienda è come nascondere soldi sotto il materasso sperando che si moltiplichino. Se funzionasse, oggi dormiremmo tutti su pile di banconote.
PERCHÉ LA GENTE NON LO FA?
Nonostante tutti questi vantaggi, molti non aprono un fondo pensione. Ecco alcune scuse comuni:
- “Tanto la pensione arriverà lo stesso” → Certo, e arriverà con la stessa velocità con cui ti arriva il rimborso delle tasse.
- “È troppo presto per pensarci” → Giusto… aspetta di avere 60 anni e scoprirai che hai accumulato l’equivalente di un biglietto del tram.
- “E se poi non rivedo i soldi?” → E se invece ti fidi solo sulla pensione ordinaria, cosa pensi che succederà?
CONCLUSIONE
Ricapitoliamo:
- Il sistema pensionistico italiano è come un vecchio motore: prima o poi rallenterá fino a diventare del tutto inefficiente.
- Se hai 30 anni, andrai in pensione a 70 con meno della metà del tuo stipendio.
- Se non vuoi una vecchiaia a base di pasta in bianco, meglio pensare a un fondo pensione.
- Il fondo pensione ti fa risparmiare sulle tasse e ti garantisce una pensione decente.
- Il TFR conviene investirlo nel fondo pensione, lasciarlo in azienda è come aspettare la pioggia nel deserto.
Grazie per la lettura, ora vado a ri-contare gli anni che mi mancano alla pensione, perchè davvero…
ancora mi sembra assurdo che dovró lavorare quando invece dovrei passare le giornate a giocare a briscola.