Fabrizio non riusciva a capacitarsi dell'involuzione che aveva avuto sua moglie, certo, una specie di gelosia radicata talmente in profondità era sempre stata presente nella sua persona, ma nulla a che vedere con quel fottutissimo senso di controllo e di padronanza assoluta che lei voleva avere anche nei confronti della sua vita, in fondo c'erano delle zone, più o meno ampie, in cui qualsiasi essere vivente era padrone dei propri spazi vitali.
Greta aveva cercato di azzerare anche questi luoghi, dove suo marito provava a trovare riparo dalle sue intromissioni sempre più insistenti e penetranti, la propria vita virtuale era uno degli ultimi avamposti che cercava di proteggere dall'inquisizione della consorte, Speak to the Moon era uno di questi, e tale doveva rimanere...
Dopo aver passato una notte tutt'altro che felice e serena, Fabrizio si alzò per andare in negozio, il classico Tir gli era passato sopra, lasciandogli una serie infinite di dolori a distretti muscolari che neanche pensava potessero esistere, una rapida toilette, una colazione frugale ma energetica e via in macchina, si fa per dire, cioè salì nella sua vettura e lentamente si diresse verso il proprio negozio, deciso a riprendere la propria routine quotidiana, fatta di quelle piccole cose che ormai impreziosivano la sua esistenza.
La discesa dalla vettura fu abbastanza agevole, anche se non completamente indolore, le due commesse erano già arrivate, lo accolsero con un cordiale sorriso, la più espansiva fra le due gli chiese persino se ce l'avesse ancora..., Fabrizio annuì sussurrandole se volesse controllare, per nulla intimorita lei disse a bassa voce...
"Se hai bisogno di qualsiasi cosa dimmelo, io non faccio la spia, mio cugino l'ha fatta anche lui, e l'ho aiutato alcune volte nella cura..."
Si chiese se stesse scherzando, voltandosi e guardandola in viso capì che diceva sul serio, con un cenno di assenso aprì la porta del negozio ed entrarono, fatto un sommario controllo Fabrizio disse che sarebbe salito al piano di sopra, voleva sfruttare la comoda sedia per magari schiacciare un pisolino, clienti permettendo, non sottovalutando il fatto che aveva una gran voglia di chattare con la famosa pesciolina, oltre a mettersi un po' in libertà, per quanto comodi gli slip gli davano fastidio, infatti la caposala aveva consigliato, ove possibile, di stare comodi, possibilmente nudi...
Prese del ghiaccio del tipo riutilizzabile, di quello gelatinoso che si mette nel frigorifero o nel congelatore, fatta lentamente la scala che portava al soppalco entrò nel piccolo studio, finalmente riprendeva il controllo pieno sulla sua vita, sarebbe stato davanti al proprio computer, libero di fare quello che più gli pareva, come interagire con quella ragazza che tanto catturava la sua attenzione.
Si accomodò sulla poltrona, abbassò i pantaloni, già si sentiva molto meglio, anche se durante l'attesa dell'accensione del computer si era già calato anche gli slip, lasciare l'uccello libero era un grande sollievo, lo aveva appoggiato leggermente sulla gamba destra, da quello che ricordava dalla prima esperienza questa volta l'intervento sembrava riuscito perfettamente, la cicatrice era praticamente invisibile, salvo complicazioni successive, il sorriso stava incominciando a ritornare sul suo viso.
Continua...
