
There are emblematic images that tell all they have to tell.
The photograph of Donald Trump, returning to the White House after the debacle of the rally in Tulsa, is perfect to tell the Tycoon moment.
Alone.
Tie untied.
Shirt unbuttoned.
Messy jacket.
Cap in hand.
Disappointed face.
Defeated deep down.
Trump had chosen one of the symbols of discrimination, Tulsa, as the site of his first post covid rally.
A blunt and symbolically frightening choice.
Tulsa was the site of a massacre against the African-American community in 1921. About 300 dead and 800 wounded. For no reason other than the color of their skin.
In a historical moment where the revolt of the Afro-American people seems to be reached at its maximum power, Trump decides to show off his "charisma" in one of the "white" places par excellence.
The result was a colossal failure.
Covid?
No.
Cause Tik Tok!
The melodrama of our time, social, chaotic and disastrous.
Translated with www.DeepL.com/Translator (free version)

Ci sono immagini emblematiche che raccontano tutto quello che devono raccontare.
La fotografia di Donald Trump, di ritorno alla White House dopo la debacle del comizio a Tulsa, è perfetta per raccontare il momento del Tycoon.
Solo.
Cravatta slegata.
Camicia sbottonata.
Giacca disordinata.
Cappellino in mano.
Volto deluso.
Sconfitto nel profondo.
Trump aveva scelto uno dei simboli della discriminazione, Tulsa, come luogo del suo primo comizio post covid.
Una scelta bieca e simbolicamente spaventosa.
Tulsa fu il luogo di un massacro ai danni della comunità afroamericana nel 1921. Circa 300 morti ed 800 feriti. Senza motivo, se non il colore della pelle.
In un momento storico dove la rivolta del popolo afroamericano sembra essere raggiunta alla sua massima potenza, Trump decide di sfoggiare il suo "carisma" in uno dei luoghi "bianchi" per eccellenza.
Il risultato è stato un colossale fallimento.
Causa covid?
No.
Causa Tik Tok!
Il melodramma dei nostri tempi, social, caotici e funesti.
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