Salve amici di HIVE, oggi vi porto a visitare una mostra: “Colori dei Romani. I mosaici
dalle Collezioni Capitoline”, che si sta svolgendo con successo alla Centrale Montemartini,
secondo polo museale di Roma, esempio riuscito di riconversione museale di un edificio
industriale per la produzione di energia elettrica, ubicato nel popolare quartiere Ostiense di
Roma.
Armato di macchina fotografica, ho visitato la mostra con inziale scetticismo per poi
ricredermi, vista la notevole quantità e qualità di ritrovamenti archeologici proposti. Il
materiale esposto è frutto dei rinvenimenti a seguito dei lavori di trasformazione
urbanistica della città di Roma, divenuta Capitale d’Italia, che si protrassero nei
decenni a cavallo tra l’800 e il 900. L’esposizione curata in quattro sezioni tematiche,
offre lo spaccato della società romana nel periodo che va tra il I secolo a.C. e il IV d.C..
La mostra propone una formidabile esposizione di mosaici provenienti dalle
lussuose Domus che sorgevano presso il Celio, il Viminale, l’Aventino e la zona ora
di piazza Vittorio, con diverse tipologie di pavimentazioni e rivestimenti parietali
dove si apprezza tecnica e gusto compositivo e la variegata policromia raggiunta
con le pietre utilizzate.
Ho trovato interessante inoltre, la parte della mostra dedicata ai mosaici degli
edifici funebri, decorati con temi figurativi, ornamentali e mitologici, dove si coglie,
nelle rappresentazioni, una certa serenità rappresentativa, come per dire che dopo
la morte rinasce la vita, come nel caso del mosaico proposto del pavone, che
perdendo la coda la rimette nella primavera, allo sbocciare dei fiori e alla nuova vita.
Per finire, le sale della Centrale Montemartini, offrono la possibilità di vedere da
vicino un’ampia esposizione di statue romane, alcune riprese da originali greche.
Con estrema ammirazione, guardi stupito l’estrema qualità nella fattura di corpi e
volti di donne, uomini, e fanciulli, ricchi e potenti o appartenenti a classi più basse.
E’ emozionante l’incontro ravvicinato, a tu per tu con i nostri antenati di oltre
duemila anni fa.
Ma ora e il momento di fermarmi qui con le parole e far parlare la fotografia.