Foto di Paul Brennan da Pixabay
Il termine
Il termine architettura bioclimatica è stato coniato da Victor Olgyay nei primi anni ’50. Victor Olgyay (1910-1970) è stato un architetto, urbanista che si affermò durante gli anni 50' ed è ritenuto uno dei pionieri nel campo del design bioclimatico.
Un interessante studio di Olgyay è quello degli iglù. In questo studio Olgyay notò come queste basse abitazioni emisferiche riuscivano facilmente a deviare i forti venti freddi e sfruttano le proprietà isolanti della neve. Inoltre notò che all’interno si formava una liscia fodera di ghiaccio che con il tempo risultava un'efficace protezione contro le infiltrazioni d'aria.
obiettivo
L'Architettura bioclimatica ha come obiettivo di minimizzare i consumi energetici necessari per climatizzazione. Quindi cerca di risparmiare l'energia che verrebbe usata per il riscaldamento invernale, per il condizionamento estivo ed per l'illuminazione diurna.
limitare l’inquinamento ambientale
Uno degli obiettivi dell’architettura bioclimatica è limitare l’inquinamento ambientale.
Questo la fa agendo sulla struttura dell’edificio, sulla Conformazione fisica dello stesso, sull'orientamento. Inoltre questa tipologia di architettura analizza il contesto climatico
per captare o limitare le radiazioni solari e sfruttare il microclima locale per raggiungere il comfort ambientale, andando ulteriormente a ridurre l'inquinamento ambientale.
A riguardo delle radiazioni solari possiamo dare i seguenti dati:
Il flusso di energia solare ai confini della nostra atmosfera è di circa 1350 W/m2.
Il flusso di energia incidente al suolo,in Italia, è di circa 1000 W/ m2
Cosa ne pensate dell’architettura bioclimatica? Le nuove costruzioni saranno progettate secondo questi concetti?