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L’orologio sul muro segnava sempre le stesse ore, o almeno così sembrava. Il ticchettio riempiva la stanza con la sua assordante monotonia. Lei era distesa, le mani sottili posate sopra la coperta pesante. Le dita, nodose, si muovevano appena, cercando un gesto lontano che non avevano dimenticato: intrecciarsi con altre dita, calde, giovani.
Sul comodino, vicino al bicchiere d’acqua ormai tiepida, c’era una cornice di legno chiaro. La foto era sbiadita, un po’ graffiata sul vetro: lei, diciotto anni, un vestito bianco con fiorellini blu che il vento gonfiava appena, e accanto un ragazzo che rideva con la testa piegata. Quella risata sembrava ancora viva, se solo avesse chiuso gli occhi.
Nella sua mente riapparve una scena nitida. Un sentiero sterrato, l’odore dell’erba tagliata, il sole di giugno che cadeva sulle spalle. Lei correva, quasi inciampando, e lui dietro, con il fiato corto, che le urlava di fermarsi. Avevano passato il pomeriggio al lago, seduti su una coperta sdrucita. Lui le aveva intrecciato un anello di filo d’erba, e lei l’aveva infilato al dito come fosse oro. «Uno vero, un giorno... te lo prometto!» aveva detto lui, innamorato. Lei aveva sorriso, senza crederci davvero, ma non si era tolta quell’anello finché non si era seccato e spezzato da solo.
La stanza intorno a lei adesso era piccola, stretta, l’aria ferma. Un raggio di sole passava in obliquo dalla finestra, tagliando la polvere in sospensione. Ogni granello sembrava muoversi lentissimo, come se anche il tempo avesse paura di andare avanti.
Pensò a quante cose erano successe dopo. Matrimonio, figli, stanze diverse, voci nuove. Quel ragazzo era rimasto indietro, in una piega della vita che non aveva più toccato. Eppure, in certi giorni, quando sentiva odore di erba bagnata, era sicura di riconoscere il suono dei suoi passi dietro di lei.
Il respiro le si fece più lento. Le palpebre scesero piano. Un pensiero breve, come un sussurro: chissà se lui si ricorda ancora di me.
Il ticchettio continuava, ostinato. L’orologio non smise di battere neanche quando lei smise di ascoltarlo.