Oggi viviamo in un mondo diviso.
Le fazioni opposte amano puntarsi il dito in quasi tutti i campi di interesse. Qualsiasi cosa che non sia in linea con l’obiettivo della loro lente personale è il nemico, giustificandosi con studi di parte e agitando le braccia al vento per far prevalere il loro punto di vista. Se sei a favore dell’energia sostenibile sei un comunista abbraccia-alberi. Se sei contrario, sei un petroliere affamato di soldi. E se sei nel mezzo, beh, ancora non hai deciso da che parte stare.
Disgraziatamente, entrambi i lati non hanno capito niente.
Usiamo come esempio il tema dell’energia sostenibile.
Energia sostenibile, senza caricare il termine con accezioni proverbiali, significa semplicemente avere un’efficienza energetica positiva – concetto molto semplice.
Per farla breve, si basa sul principio per cui in natura nulla si crea e nulla si distrugge – lezione di fisica numero uno. Quando parliamo di una società con efficienza energetica positiva, stiamo semplicemente dicendo che esiste un equilibrio complessivo tra la quantità di energia prodotta e quella consumata. Solo questo. Ed è proprio questo perfetto equilibrio che poi genera sistemi che sono a loro volta con efficienza energetica positiva. (E via dicendo).
Un altro modo per descrivere questo concetto è: generate più di quello che consumate.
Ora, diamo uno sguardo alla produzione di elettricità in America.
Il nostro modello attuale di produzione di elettricità è molto lontano dall’avere un’efficienza energetica positiva. Il 40% dell’elettricità del paese è prodotta con carbone – quello che la gente non sa è che di tutto il carbone che produciamo (100%), il 44% non è utilizzabile. In realtà stiamo perdendo soldi producendo carbone, che detto così non sembra preoccupante. Molti presumono che questa perdita a breve termine ci porterà, a lungo termine, verso un futuro proficuo e “sostenibile”. Tuttavia, il vero dramma è che la quantità di carbone non utilizzabile continuerà solo ad aumentare nei prossimi 10 anni.
Cosa comporta tutto questo?
Oltre al conto economico della produzione di carbone che risulta negativo (generalmente riconosciuto come una bandiera rossa per qualsiasi compagnia, in qualsiasi parte del mondo), il nostro inefficiente sistema di produzione provocherà un secondo effetto collaterale: saremo obbligati a spendere ancora più soldi per riconvertire il carbone in energia per produrre più carbone – e così via. Questo è il dato scioccante di cui nessuno parla. E nessuno ne parla perché non stanno guardando il quadro generale. Non esiste nessun futuro “sostenibile” basato sull’attuale modello di produzione di energia. Né per gli hippies che vogliono salvare le foreste né per i dirigenti delle grande aziende pubbliche che vorrebbero rimanere in affari per le prossime generazioni. Entrambe le parti si gridano contro, non realizzando che dovrebbero lavorare insieme verso lo stesso obiettivo – che porterebbe naturalmente ad un pianeta e ad una economia più sane.
Di recente parlando con, diciamo, un politico “illuminata” di fronte a me.
Parlando con lui delle carenze elementari del nostro sistema economico, mi chiese (riferendosi alla mostra mission aziendale): “Perché state progettando Hyperloop con pannelli solari? Stiamo bruciando il 6% del gas naturale del paese solamente per mantenere la produzione. Perché non usate questo gas?”
Questo è il perfetto esempio di un politico che non capisce le basi dell’economia e che non riesce a vedere il problema globale che abbiamo di fronte ai nostri occhi. Non c’è fretta di risolvere il problema. Invece, ci viene poi imposto un compromesso miope – il quale ci mostra chiaramente come noi (società) stiamo portando il mondo all’autodistruzione esaurendo le nostre risorse naturali.
Stiamo bruciando il 50% delle risorse naturali mondiali per nessun motivo.
Questo sì che è un problema.
Purtroppo questo significa ammettere l’errore gigante che abbiamo commesso scegliendo il nostro attuale sistema economico.
Vedete, abbiamo iniettato un’idiosincrasia nella nostra società accettando il modello consumistico. Questo modello antagonista alla scarsità dei consumi, insieme alla mitologia sulla concorrenza, hanno creato un sistema che incentiva comportamenti antitetici alla natura del nostro mondo. Se mostrate il nostro modello di consumo ad un bambino di 10 anni, anche lui vi dirà che è stupido: la linea dovrebbe andare verso su e invece va verso giù (non potrebbe essere più chiaro). Eppure continuiamo a conservare, credere e venerare questo concetto come un Dio, governando su di noi.
Se sei a favore, sei un capitalista.
Se sei contro, sei un socialista.
Ed in entrambi i casi ti sta sfuggendo il punto.
Questa non è una conversazione politica o sulla salute planetaria. Semplicemente, il “settore” energetico del nostro pianeta è improduttivo. Chiaro e tondo. Qualsiasi persona con la testa al suo posto dovrebbe rendersene conto e pensare: “forse dovremmo trovare una soluzione”. E se davvero volete capire perché è così difficile da risolvere, è semplicemente perché ancora usiamo e crediamo in un sistema che non trae beneficio nel risolvere il problema.
Per esempio: il sistema vuole trovare una cura per il cancro, ma se qualcuno dovesse veramente trovare la cura, una parte notevole delle entrate del settore sanitario sarebbero minacciate. Quindi, che vuole “il sistema”? Risolvere il problema – o non risolvere il problema?
Ecco perché costruire una società con un’efficienza energetica positiva è molto più che un semplice stile di vita.
Deve diventare una nuova visione del futuro.
Dobbiamo riscrivere i nostri principi economici basandoci sul mondo del 21esimo secolo. Ad Hyperloop, per esempio, non progettiamo sistemi di trasporti basandoci sulle tecnologie e i sistemi di quelli del vecchio mondo. Ci si aspetterebbe che un modello new-age usi tecnologie odierne e progressiste – e che tenga conto delle lezioni imparate dal passato. E si dà il caso che abbiamo queste tecnologie oggi e sono più economiche, più efficienti ed hanno anche più senso economicamente per quanto riguarda i profitti. Così dovrebbero le due parti unirsi meravigliosamente ed essere “sostenibili” in tutti i sensi possibili.
Il nostro futuro non è scegliere tra uno o l’altro.
Bensì fare in modo che tutte e due – ciò che è bene per la natura e ciò che è bene per l’economia – esistano nella stessa visione.
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