Già qualche tempo fa, vi avevo parlato della scrittrice emergente Susanna Casciani nel post "Sempre d'amore si tratta"; oggi torno a parlarvi di lei e del suo primissimo libro dal titolo Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
[Immagine di proprietà dell'autore]
Il libro è composto da 178 pagine ed è disponibile anche in versione ebook (per i più moderni) ma, per una persona abitudinaria e tradizionalista come me, il cartaceo è stata sicuramente la scelta migliore.
Questo romanzo è apparso nella mia vita per caso, in un modo del tutto illuminante.
Ricordo che era un pomeriggio di circa due anni fa, era quasi estate e, come faccio molto spesso, mi trovavo in libreria alla ricerca di qualcosa da leggere sotto all'ombrellone, quando, con la coda dell'occhio, ho notato la sua copertina che mi ha subito attirata.
Non lessi nemmeno la trama. Avete presente quelle sensazioni improvvise che ti dicono che è la scelta giusta? Ecco, pensai: "Dev'essere mio, punto."
La casualità, il destino o come volete chiamarlo, volle che fosse il libro giusto al momento giusto e lo divorai in una giornata altroché lettura estiva.
Aprii la prima pagina e la prima cosa che lessi fu questa:
Per te che ti innamori di tutto, ma in realtà non ti importa di niente. Per te che ti mantieni sempre un po' distante, e scommetto che perfino ascoltare la musica a volte ti annoia. Per te che sei scostante e conosci cose che non interessano a nessuno e non ti serviranno mai a niente. Per te che quando sei a terra hai paura di volare, ma quando poi voli non hai paura di cadere e ridi spesso, ridi bene, ridi e accetti di buon grado che le cose - anche le più belle - possono finire. Per te, eterna insoddisfatta che continui ad aspettare che qualcuno ti inviti a ballare e non ci speri più, ma ti ritrovi a guardare con insistenza fuori dalla finestra. Per te che non scrivi più lettere d'amore, e osservare il cielo non ti tranquillizza più, niente ti tranquillizza più. Per te che qualche anno fa bastava fare l'amore e bere un buon vino rosso per essere felici e adesso, invece hai tutto e non senti niente. Per te il vento, le note, l'odore delle penne colorate, un letto fresco. Per te la forza di cambiare.
Susanna.
[Tratto da "Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore" di Susanna Casciani]
Già dalla prefazione, questa donna aveva capito di cosa avevo bisogno e, così, cominciai a leggere.
Questo libro, come si è ben capito, è un libro molto introspettivo e che porta, inevitabilmente, a fare delle riflessioni su noi stessi.
La storia comincia con la descrizione di due persone: Tommaso, ragazzo di ventotto anni e Anna, ragazza di ventisette anni.
La loro storia finisce quando, dopo tanto tempo di convivenza, Anna sorprende Tommaso a piangere di fronte a lei; prendendo tutto il coraggio possibile, Anna si ritrova a confortarlo e a dirgli di non piangere e che se ne sarebbe andata via lei da quella casa.
Così, con tutta la forza del mondo, esce di casa consapevole del fatto che quando vi farà ritorno lui non ci sarà più.
Una volta chiuso il portone comincia a correre a perdifiato fino a quasi sentirsi male per poi crollare in un pianto disperato e, dopo almeno tre ore, torna in quella casa vuota dove trova un biglietto di scuse da parte di Tommaso e si butta a letto sfinita.
Tutti i loro progetti, tutta la loro vita, i loro scherzi, i loro baci sono svaniti in un colpo solo.
Verso sera, Anna si sveglia in quel letto che una volta condividevano e sente così tanto dolore da realizzare di non esser ancora pronta a lasciarlo andare.
Così, sopraffatta dal dolore, prende un quaderno e una penna e comincia a scrivere. Il quaderno diventerà il suo diario personale ma, sopratutto, l'unico modo rimasto per poter interagire con lui.
Anna ci porterà ogni giorno alla scoperta del suo cambiamento emotivo, ci racconterà le sue sensazioni che sono così forti da far sentire anche al lettore quel macigno sul petto che prova la ragazza.
Ci racconterà i primissimi giorni e mesi durissimi in cui le sembra di vivere in una bolla, sola ed indifesa; ci racconterà quali sono stati i suoi sbagli, quanto non riesca ad odiarlo e anzi lo difenderà, gli chiederà scusa.
Verrà pervasa dalla paura che un'altra donna possa già aver preso il suo posto e dalla paura di accettare di nuovo un altro uomo nella sua di vita.
Cambia casa e comincia a raccontare la loro storia ma con occhi diversi perché, una volta che si è lasciata andare nel suo dolore, riesce poi a prendere in mano la situazione.
Comincerà piano, piano a riprendere in mano la sua vita e, lentamente, a riscoprire se stessa.
Scoprirà che cambiare, riscoprirsi è bello. Comincerà a cantare e prendere lezioni di chitarra, una cosa che mai avrebbe fatto nella vita ma che l'aiuta a rimettersi in gioco.
Il resto del libro non posso raccontarlo, dovete leggerlo.
E' un romanzo che non risulta mai pesante e che, anzi, stimola il lettore a vedere le cose sotto un altro punto di vista.
Trasmette una voglia pazzesca di cambiamento.
"Cambia spesso, ma lotta fino alla fine per non perderti. Abbi cura di te, soprattutto quando tornerai ad amare. Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso. Soprattutto quando non saprai a chi donarlo. Non gettarlo. Non sprecarlo. Tienilo da parte, ti servirà.
Piangi pure; piangi quanto vuoi. Ricordati di farlo, ogni tanto. Ricorda che la cura, se davvero ne esiste una, sono le persone. Non dimenticarti di loro. Delle loro mani. Dei loro guai. Delle loro storie piccole ma grandiose. Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti. Non sparire.
Resta, goditi lo spettacolo. Resta coraggiosa. Resta dolce. Testa alta, cuore in mano."
[Tratto da "Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore" di Susanna Casciani]
Questo libro mi stravolse veramente appena lo lessi. Riuscì a a farmi capire tantissime cose che, purtroppo, in quel periodo non ero in grado di capire.
Mi ha aiutato veramente a ritrovare un equilibrio, una pace con me stessa non indifferente.
Ovviamente non l'ho letto una sola volta, sono così io: se una cosa mi piace la leggo e la rileggo, a fasi alterne, fino ad arrivare allo sfinimento.
Ma la cosa importante che Anna, la protagonista, mi ha insegnato è che nel dolore, quando arriva, bisogna buttarcisi a capofitto perché è solo così che poi una persona ne può uscire.
E' solo dopo tanto dolore che una persona può apprezzare le piccole cose della vita che prima si davano per scontate, è solo così che possiamo scoprire noi stessi con i nostri pregi e difetti, solo così possiamo accettarci.
Non importa il motivo per il quale state male abbiate sempre il coraggio di affrontarlo e, soprattutto, abbiate la forza di cambiare le cose.
Perché, una volta superata quella montagna faticosa, il panorama da lassù è meraviglioso.