Come promesso al caro eccomi qui anche io con il mio post di partecipazione al suo contest Quanto Siamo Immingrati - [Contest].
Appena ho letto il tuo post sono stata tentata di parteciparvi immediatamente ma poi ho deciso fosse meglio riflettere un po'.
Come ho già scritto nel commento, questo è un tema che mi sta molto a cuore e non avrei potuto buttare giù due righe così, tanto per.
Ho riflettuto, ho letto i post e i commenti degli altri ma ora ho deciso di esprimere anche la mia idea ma con una premessa importante:
è il mio pensiero, non è verità assoluta, alcuni potranno esser d'accordo o parzialmente d'accordo con quello che dico, altri totalmente contrari e, su quest'ultimo punto, sono pronta ad accettarne le critiche e i punti di vista differenti dal mio.
Inizio con il dire che sono cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato che il concetto di diverso non esiste, siamo tutti uguali, siamo tutti persone che sì, possiamo avere colore della pelle differente, tradizioni differenti, ma siamo tutti esseri umani ed abbiamo dei sentimenti.
Abito in un piccolo paese e, sin da bambina, ho incontrato tante persone che oggi vengono classificate "diverse" ovvero persone aventi un'altra nazionalità.
In tutte le scuole che ho frequentato, la mia classe è sempre stata composta da almeno uno o due bambini stranieri, nel mio caso albanesi, rumeni o cubani.
Ognuno di loro ha sempre avuto la sua storia, come ognuno di noi, ma avevano tutti la stessa cosa in comune ovvero non era arrivati in Italia per scelta.
Avevano lasciato parte della loro famiglia nel loro Paese per avere la possibilità di poter trovare una nuova vita da noi, magari migliore di quella precedente.
Ho conosciuto persone fragili, con storie che farebbero venire la pelle d'oca anche alla persona più dura del mondo e non ho mai avuto paura di loro.
Sì, dico paura perché quello che stanno cercando di farci credere al giorno d'oggi è che quelle povere persone che si mettono in salvo su un canotto, una barca, possano farci del male o fregarci qualcosa.
Siamo bombardati ventiquattro ore al giorno con notiziari ed interviste sulla questione immigrati...
Quello che sento mi fa stare male perché non credo sia possibile, al giorno d'oggi, affermare certe cose.
Sentire Salvini parlare in un certo modo mi fa paura.
L'umanità e l'aiuto verso il prossimo ce li siamo dimenticati?
E' questo che vogliamo insegnare alle nuove generazioni?
Non basta aver costretto i giovani ed intere famiglie ad abbandonare la propria casa, la propria vita per andarsene in altri Stati per poter vivere dignitosamente?
Non dimentichiamoci del fatto che anche noi siamo stati degli immigrati e che anche noi, ancora oggi, lasciamo l'Italia per un posto che riteniamo migliore del nostro.
Io non ci trovo differenza.
L'idea di base è la stessa, sopravvivenza. Solo che qui non abbiamo spari che ci costringono a scappare, loro sì.
Ed è di gran lunga peggiore quello che sono costretti a vivere loro.
Se viveste continuamente nel terrore e qualcuno vi offrisse una misera possibilità di fuggire, di salvare voi stessi e i vostri figli, non la cogliereste al volo?
Io credo di sì.
Non sono madre ma, come tutti, so cosa vuol dire amare la propria famiglia ed io rischierei il tutto per tutto, proprio come loro.
Ecco, loro fanno questo, rischiano per sopravvivere.
Iniziano un estenuante viaggio che sperano li porterà in salvo, consapevoli del fatto che potranno arrivare in un post in cui non saranno accettati oppure di non arrivarci nemmeno, morendo lungo il tragitto, ma considerano comunque tutto questo migliore della loro precedente vita.
Come persona, come cittadina mi sento in dovere di aiutare queste persone e di accoglierle nel migliore dei modi.
Forse perché ho sempre pensato che se mi dovessi trovare in questa situazione spererei con tutto il cuore che qualcuno mi aiuti.
Non ho paura che possano farmi del male perché lo stereotipo che il diverso può farmi male deve finire.
Esistono persone buone e cattive ovunque, di ogni nazionalità, pure quella italiana, credetemi.
Non ho paura che mi freghino il lavoro perché so che pur di vivere dignitosamente si accontenterebbero pure di spaccarsi la schiena come muratori per due euro al giorno, per dire, se ne avessero la possibilità.
Ho sempre pensato che queste persone si accontentino di ricoprire ruoli che noi italiani, nonostante la crisi, non abbiamo voglia di ricoprire.
Penso che alla base di tutto debba esistere una buona informazione.
Se le persone fossero bene informate tutta questa paura, diffidenza, cattiveria verso gli immigrati non esisterebbe.
Non mi piace come è diventato il popolo italiano in questo senso, ne sono delusa.
Non penso di avere soluzioni, non sono nessuno per dire cosa bisogna fare, sono solo miei pensieri che valgono praticamente zero, ma mi sento di dare un consiglio.
Più umanità, più informazione, centri di accoglienza che mirino ad aiutare queste persone e ad indirizzarle ad un lavoro e allo studio della lingua italiana.
Noi aiuteremmo il prossimo, non saremmo indifferenti a queste situazioni, loro acquisterebbero un posto nel nostro mondo lavorando e conoscendo la lingua italiana.
Una domanda mi viene da fare a Salvini ed è questa:
"Se tu fossi costretto a vivere nel terrore, a patire la fame e i tuoi figli fossero costretti a vivere una vita terribile, non prenderesti il primo treno e ti metteresti in salvo?"
Credo che non ci penseresti due volte.
E se ti trattassero come tu stai trattando loro, come ti sentiresti?
Vi lascio con il pezzo della canzone "Stiamo tutti bene" di Mirko e il cane, una canzone che quando sentii la prima volta mi pietrificò per la sua realtà così nuda e cruda.
E c’è un silenzio tutto intorno che mi mette paura
s’è fatta notte, ho freddo e in cielo non c’è neanche la luna
la gente grida, chiede aiuto ma nessuno risponde
mi guardo intorno e neanche a dirlo vedo sempre e solo onde, dopo onde, ancora onde,
allora onde evitare di addormentarmi come gli altri e esser buttato in mare
Mi unisco al coro della barca e inizio a piangere e gridare
Ma non ho forza, chiudo gli occhi e non so neanche nuotare.
[Stiamo tutti bene, Mirko e il Cane]
E tu vuoi veramente restare indifferente a tutto questo?