Ultimamente mi è stato spesso chiesto da dove viene, cosa significhi e perché io abbia scelto questo strano nickname.
Non potendo semplicemente tradurlo, ho deciso di raccontarvi la storia di AditiLi.
Tutte le nostre curiosità più interessanti risalgono probabilmente al periodo in cui tutto è chiaro, tranne quello che provano a insegnarci.
Intorno ai tre anni, come tutti i bambini cominciai a riconoscere le differenze tra i maschietti e le femminucce.
Intorno ai cinque, cominciai le scuole elementari all’Istituto Religioso Ancelle riparatrici del Sacro Cuore di Gesù in cui le piccole, amorevoli e rigide suore si dedicavano all’istruzione e all’educazione cristiana della gioventù con impegno, dedizione e remunerativo profitto.
Il tempo era interamente scandito da riti sacri e ovviamente l’ora di religione era una delle più importanti della settimana.
Ecco allora che iniziarono i miei interrogativi sul “Sesso di Dio”:
“Suor Maestra ma perché se noi esseri umani siamo maschi e femmine Dio è maschio?”
I bambini sono in assoluto gli esseri più intelligenti che esistano sulla faccia della terra.
Non ricordo esattamente cosa mi rispose, ma qualcosa del tipo: Dio non è maschio o femmina, Dio è tutto.
”Ma allora perché si dice Dio con la O? perché nei quadri è dipinto come un maschio? Perché si dice Dio Padre?”
Dio Padre…?!
Certo a quell’età non hai dubbi che Papà sia un Dio… ma la Mamma…
La mamma è quel che viene prima di qualunque altra cosa!
E poi anche questa cosa che creò prima l’uomo non è che mi convinceva tanto…
“Ma scusa, se mia mamma ha avuto nella pancia il mio fratellino, e anche gli altri fratelli e sorelle sono nati tutti da mamme e non da papà… non avrebbe avuto più senso creare prima la donna, che almeno dalla sua pancia potevano nascere gli altri esseri umani… Buh…?!”
Ma comunque crescendo, iniziai, come tutti i crescenti, ad abituarmi al dogmatismo della società in toto… sì certo, continuavo a farmi domande… ma da ogni fronte imparavo che ci sono domande che ci si può porre e domande che non è permesso porsi.
Ad ogni modo mi rappresentai (in termini religiosi) l’atto della creazione come da teogonia mitologica e religiosa classica: l’Energia Maschile Celeste (imago paterna, Dio Padre), che feconda l’Energia Femminile Terrestre (imago materna, Madre Terra).
Ma indovinate un po’ che cosa viene fuori poco tempo fa?
La scoperta di Aditī
Fonte immagine @Antikamente
La matrice originaria del Sanātanadharma ovvero dell’Induismo (una delle principali religioni del mondo) si ritrova nel Vedismo: religione e culto sviluppatosi in seno alla civiltà della valle dell'Indo che si colloca tra le più antiche civiltà del mondo, insieme a quelle della Mesopotamia e dell'antico Egitto.
Si suppone infatti che abbia avuto origine nel Neolitico (7000 a.C.), si sia sviluppata a partire dal 3300 a.C. - 2500 a.C. e sia tramontata definitivamente intorno al 1800-1500 a.C.
È qui che scopro per la prima volta un prototipo della creazione derivante da un’Imago Femminile :
Nei Veda (antichissima raccolta in sanscrito vedico di testi sacri della civiltà vedica), Aditi è la Dea-madre, materna e paterna al contempo, completa in sé stessa, creatrice di vita, da cui ebbe origine tutto ciò che esiste; ma più precisamente rappresenta l’energia che precede la creazione.
Secondo questi testi sacri ella diede alla luce gli dei e le dee, che a loro volta portarono tutto ciò che esiste di vivente e non sul piano della coscienza, dando così luogo alla realtà.
Viene descritta come noumeno della materia primordiale, la radice del Sè mentale nonché di quello fisico.
Esistono molti miti successivi riguardanti la Dea Aditi Lajja Gauri nella Religione Induista, ma che non rispecchiano l’originale valore della Dea.
Aditi o Adhiti è inoltre ancora oggi un nome femminile utilizzato nelle famiglie indiane e il suo significato è quello di libertà, creatività, salvezza, abbondanza, perfezione e ovviamente Madre degli Dei.
Color fest, India. Fonte imagine @Google
Riguardo la seconda parte del mio nick:
Li è uno dei cognomi più diffusi al mondo, nonchè l’inizio del mio reale cognome
Per di più nel Confucianesimo il termine Li incarna l'intero spettro delle interazioni: tra gli uomini, con la natura e persino con gli oggetti materiali; è un termine che si riferisce inoltre alle norme di comportamento sociale che promuovono ideali come pietà, fraternità, rettitudine, buona fede e lealtà con particolare enfasi sull’importanza della comunità.
La mia scelta è stata dunque determinata dal desiderio di potermi identificare attraverso un nome che possa per me rappresentare un omaggio alla vita, al femminino, al misticismo e al divino (Aditi) ma con un ancoraggio alla realtà sociale e umana e alle mie radici familiari (Li)
Foto dell’autore