Bene! Sto sistemando tutte le carte e gli appunti sul tavolo, dopo quasi due mesi dal mio ingresso su steemit.
Ho deciso che la serie "Sulle Navi!" sarà una sorta di diario di bordo, che collegherà anche gli altri post che scriverò sul filo conduttore di questo progetto.
Avevo promesso un post che parlasse di come immagino i possibili coinvolgimenti in questo momento, in parte ho già detto alcune cose nel mio post introduttivo (Annuncio di un viaggio), ora voglio approfondire un paio di concetti.
Avevo parlato di moderato, buono e massimo coinvolgimento, che potrei anche tradurre in: confronto, partnership e collaborazione.
Ricordo che questi "coinvolgimenti" li sto cercando sia in steemit che fuori da steemit.
confronto
Il confronto è quello già in corso con molti steemitiani, e procederà nello stesso modo, sono scambi di idee, di proposte, di opinioni intorno a tutto ciò che riguarda la creazione e la valorizzazione dei contenuti.
Per ora, su steemit mi trovo solo a questo livello, non c'è ancora un qualcosa che riguarda gli altri due livelli di coinvolgimento.
partnership
La partership è già qualcosa di più avanzato, perché ha bisogno di obiettivi concreti e di progetti (o attività) già in fase di sviluppo che possono incrociarsi (anche rimanendo indipendenti, cioè avendo obiettivi diversi, ogni partner il suo) per aumentare le opportunità di tutti nel raggiungere determinati risultati. In questo momento, non sono in grado di proporre partnership su steemit (mentre fuori da steemit sto già cercando di farlo), questo dipende anche dalla mia scarsa conoscenza degli aspetti tecnici più profondi legati alla piattaforma e alla tecnologia blockchain, su cui sto cercando via via di colmare le lacune.
Sto, tra l'altro, valutando il progetto di e attendo i suoi prossimi interventi in merito per capire meglio come e se quel progetto può essere integrato al mio percorso.
collaborazione
La collaborazione, invece, sarà con chi mi vorrà aiutare a portare avanti questo o altri progetti che ho intenzione di sviluppare. Quello che io cerco non è il professionista che ha competenze tecniche specifiche (avrò modo di spiegare in altri contesti perché) ma la persona che condivide la visione (la linea editoriale) che propongo e che poi potrà intervenire secondo il suo interesse e il suo saper fare. Quindi, questo significa che non c'è un filtro d'ingresso per competenze ma c'è un filtro d'ingresso sulla condivisione della visione.
Nel post "Annuncio di un viaggio" avevo anche citato alcuni steemitiani, ora sulla scia di quanto detto voglio aggiungere alcune mie considerazioni.
Su ho poco d'aggiungere, lo ritengo una risorsa importantissima, con lui sto in fase di confronto finalizzato (almeno dal mio punto di vista) a valutare la possibilità di collaborare (livello massimo di coinvolgimento), vediamo dove porta questo confronto (almeno in riferimento alle attività prossime, da qui a fine anno).
Su SPI e Progetto DaVinci anche qui c'è un confronto, ma più finalizzato ad eventuali partnership, questo significa che eventuali coinvolgimenti avranno bisogno di progetti che siano reali opportunità per tutti (e questo non è facile, quindi vedremo se nasceranno occasioni in tal senso).
Nel frattempo io sono un felice "utilizzatore" dei loro servizi!
Sugli altri che ho menzionato aggiungo questo: mi attendo che chi è interessato anche ad un semplice confronto, metta sul tavolo i propri interessi, passioni e obiettivi, il mio tentativo non è quello di far lavorare le persone su ciò che serve al mio progetto, ma di trovare il modo (se si riesce) di inserire le esigenze di un eventuale collaboratore o parner all'interno del mio progetto. Non solo perché sono buono e bravo, ma anche perché ritengo che sia l'unico modo di creare relazioni di qualità (forti).
Facciamo un esempio: un fotografo che vuole collaborare con me non deve farmi vedere le proprie foto a mo di curriculum, per dimostrare la propria abilità tecnica ma deve raccontarmi il suo progetto (il suo percorso) con la fotografia, perché sarà questo che io prenderò in esame per vedere se sarà coerente con il mio progetto. Questa coerenza è un giudizio soggettivo e non tecnico, perché non posso giudicare un fotografo (o un altro professionista) sul settore di loro competenza, un giudizio soggettivo che ha che fare con l'orizzonte di scelta (la linea editoriale) che fa parte del mio percorso.
Lo stesso discorso vale per un giornalista, per un comunicatore, un videomaker, uno scrittore, ecc. Da loro mi piacerebbe sapere perché stanno facendo quello che fanno, non come e con che abilità lo stanno facendo.
Ora faccio riferimento a due steemitiane che io stimo molto, si tratta di e
, in modo da rendere esplicito l'approccio che ho spiegato sopra.
Quello che dico, naturalmente, è a prescindere dalla disponibilità (di tempo) che una persona che lavora può realmente avere (che naturalmente condizionerà opportunità e tipologie di collaborazioni, ci tengo a dire che non condizionerà negativamente, nel senso che non considero negativa la disponibilità di 10 minuti rispetto a quella di due ore, non ne faccio una questione di quantità).
Sicuramente loro hanno forti competenze e capacità, ad esempio sulla scrittura e sulla capacità di analisi su vari argomenti, ma quello che a me sollecita di più è la loro linea editoriale, cioè la visione (non detta esplicitamente, ma che credo di comprendere dalla lettura dei loro post) che le portano a scrivere quello che scrivono legandolo alla loro vita (professionale e non), è quì il valore aggiunto, secondo me, dei loro post, è in questo che mi sento di poter dire che quei contenuti che loro scrivono sono adatti ad alcuni dei miei progetti editoriali. (Naturalmente, non sono le uniche che hanno queste caratteristiche e le sto citando un po' come esempi per il mio discorso).
Questo loro approccio alla scrittura è interessante per me perché i progetti che vorrò realizzare punteranno più a ripensare i contenuti a partire dal coinvolgimento culturale dell'autore con il proprio ambiente (vissuto attraverso le proprie attività) piuttosto che sviluppare contenuti a partire da analisi sociali professionali (dello studioso che analizza la società), perché la mia scelta editoriale mi spinge a lavorare proprio su questo. Ma la linea editoriale di cui sto parlando è proprio l'argomento del Project Model Open che ho annunciato con questo viaggio, e quindi ne riparlerò.
TUTTE LE FOTO SONO DI MIA PROPRIETA'
Ps: è in corso una sfida (un gioco) fotografico con per cui da questo post curerò di più le fotografie che saranno inserite (tutti miei scatti naturalmente), però devo ammettere di aver fatto ricorso ad una furbata, mentre martaorabasta inserisce nei suoi post 5-10 fotografie, io ne inserisco una che poi taglio in altre tre di formato quadrato, la foto è sempre la stessa, sembra un esercizio stilistico ma è solo un modo per usare una sola foto per post, tra le foto che ho scattato infatti dovrò rinunciare a quelle che ritraggono persone (perché dovrei chiedere una liberatoria) e che sono la maggioranza delle mie foto. Naturalmente, il mio livello è amatoriale e non ha alcuna pretesa particolare oltre il divertimento.
La sfida, per ora, non ha regole ma è semplicemente nata dalla mia reazione: ah lo fai tu?! allora anch'io!! (un po' fanciullesca che sta appunto nello spirito del gioco).