Un pomeriggio di maggio squilla il telefono del laboratorio.
Rispondo.
Una signora inizia a blaterare dandomi duemila informazioni in sì e no venti secondi.
L'unica cosa che capisco è che le serve un appuntamento per parlare di un abito da cerimonia, così inizio ad elencare dei possibili momenti liberi e finalmente lei decide.
Ci salutiamo rimanendo d'accordo di vederci il martedì della settimana successiva.
Arriva il martedì, e arriva l'appuntamento.
Suonano.
La signora che aveva telefonato arriva, accompagnata da una ragazza molto timida, infatti a parlare è quasi sempre la signora (ho il dubbio che non abbia mai smesso di parlare dalla telefonata della settimana prima).
Finalmente arriviamo al punto e capisco che la ragazza deve sposarsi, così inizio a parlare con lei (non è come pensate: avrei voluto, ma non ho tramortito la signora.)
Timidamente, inizia a spiegarmi come sarà il matrimonio, come vorrebbe il vestito, cosa le piace e non le piace di sé... È bello vedere come chi viene a farsi fare un vestito, si fidi di te e si confidi anche un po'. Finalmente la signora tace, e la ragazza, con la felicità che le si legge negli occhi, parla, guarda i tessuti come se fossero qualcosa di preziosissimo e impossibile da avere ...
Decidiamo un po' di cose, l'appuntamento finisce e ci salutiamo. Lei è felice e si vede, io sorrido nel vederla così raggiante, e con un po' di paura (perché fare abito da sposa crea un'ansia pazzesca) e la voglia di vederla bellissima, chiudo la porta e riprendo a lavorare.
Foto di mia proprietà, scattate con Canon EOS 1000d, obiettivo Canon Efs 17/55 f 2.8