Un po' di mesi fa mi sono ritrovata ad una cena con che, strano ma vero, intratteneva la tavolata raccontando di questo nuovo strano social a cui si era iscritta e spiegando più o meno di cosa si trattava.
Le accanite lettrici al tavolo con noi erano entusiaste della cosa, mentre io che oltre a "il barone Lamberto" alle medie non ero andata (al liceo leggevo i riassunti su internet), mi chiedevo cosa mai avrei potuto fare su un social del genere.
I mesi passarono e io da Steemit stavo ben lontana.
Ogni tanto la tentazione... ma poi cosa scrivo? Come scrivo? Cosa leggo? Chi sono? Perché?... La crisi esistenziale era sempre dietro l'angolo.
Poi finalmente la decisione, momento di follia e ... Click. Iscritta.
Iniziai a guardarmi un po' intorno, a leggere qualche post e in effetti trovai cose molto interessanti, come i meravigliosi piatti di , i racconti di
e le storie di
... e tanti altri (vi leggo spesso ma il mio telefono ogni tanto decide che non posso commentare).
Insomma, mi stava piacendo, ma prima o poi avrei dovuto scrivere qualcosa anch'io.
E come sempre, l'amica ANSIA e i suoi condizionamenti.
Il 5 in italiano del liceo, si era appostato di fianco a me e mi fissava, cercando di convincermi che non sarei mai riuscita nell'intento.
Prendo coraggio e inizio a scrivere: fotografia, musica, ricordi, qualche ballo in balera, ... la mia vita non mi sembra così interessante da essere letta, però parto da quella e qualcosa lentamente salta fuori, con risultati anche migliori di quelli immaginati.
Passa il tempo e purtroppo la situazione torna come all'inizio: ogni giorno fisso il computer (e il 5 fissa me) pensando a cosa scrivere, a come scrivere, ... ma le idee sono poche o non ci sono.
Forse aveva ragione il 5 in italiano.
L'immagine CC0 è tratta da Pixabay.