Salve a tutti, oggi vorrei parlarvi delle intromissioni. Più precisamente delle persone che interferiscono nella vita altrui.
La voglia di fare questo post mi è venuta mentre stavo lavorando.
La giornata di oggi è stata molto proficua, non perché ho fatto tanto di mancia. Lo è stata tale, perché come clienti nel rango mio c'era tanta gente a modo - quasi tutti anziani.
Clienti, che con piccoli eccezioni io non ricordavo. Loro però si ricordavano di me. Non solo perché sono donna, quanto per il fatto che alla loro prima volta al locale sono rimasti molto soddisfatti del mio operato. Anche se ho fatto solo il mio dovere. Mi è stato detto che continuano a venire appunto perché la prima esperienza è stata molto positiva, perché gli ho consigliato bene e trattato con rispetto.
E stata una grande soddisfazione personale e professionale, ricevere tanti complimenti.
In mezzo agli anziani bravi, c'è anche quello che non si fa mai gli affari suoi. Quello che quando ti vede, ti tartassa di domande, sopra tutto se non ti conosce. E non finisce qui. Dopo le domande seguono i consigli non richiesti e/o i giudizi.
Immagine da pixabay.com
A me capito la prima volta al età di 9/10 anni. Io, mio fratello e i miei genitori andammo a trovare mia nonna al paese. Loro quattro vanno a prendere un caffè in piazza e io rimango a leggere. Dopo un po' inizio a sentirmi sola e decido di raggiungerli.
Lungo la strada vedo una vecchietta davanti al portico, che mi chiede di chi sono figlia, visto che lei conosce tutti e a me no. Io educatamente le rispondo, e proseguo per la strada. Più in là cosa c'è - un altra vecchietta, stesse domande e stesse risposte da parte mia. Proseguo. E indovinate chi c'è più in là?! Un altra vecchietta che mi fa la stessa domanda. Io questa volta, visto l'interrogatorio subito delle altre due e senza più pazienza rispondo "di mia madre e di mio padre".
Non l'avessi mai fatto! Si è alterata tantissimo. Ha alzato la voce per farsi sentire da tutti nel vicinato dicendo che i giovani provenienti delle grandi città sono maleducati, ignoranti e irrispettosi. Ha anche aggiunto che sa chi è mia nonna e gli dirà tutto.
Andrò a finire che fui ripresa anche da mia nonna. Dai miei genitori no però,anzi lo trovarono abbastanza strano, sapendo quanto ero timida. Una volta raccontato tutto, è diventato la storia divertente da raccontare in famiglia.
Oggi comunque interferire non è una prerogativa solo degli anziani.
Immagine da pixabay.com
Le intromissioni sono stati parte integrante del il mio cammino. Purtroppo c'è una marea di gente con molto tempo libero, privi di vita propria.
Ci sono diversi tipi di intromissioni - sociali, politiche, internazionali. Vi parlerò di quelle private, che divido in "buone" e " cattive".
Tante persone interferiscono con intenzioni "buoni" perché vogliono consigliarti per il tuo bene - sul lavoro, in famiglia senza che tu lo abbia chiesto.
L'intromissione "cattiva" posso definire quella della suocera che sa cosa è meglio per il proprio figlio /a. O del collega molto zelante che cerca di apparire migliore, descrivendo te come incapace. Tutto a tua insaputa.
Posso dirvi che indifferentemente dai propositi, intromettersi significa, secondo me, togliere il libero arbitrio alle persone.
Mi sono chiesta perché tanta gente si è permessa di interferire anche nella mia vita. La colpa era solo mia - troppo educata, troppo gentile, cordiale e sorridente. Con tutti.
Queste qualità spesso e volentieri sono come permesso per chiunque di fare e dire ciò che vuole. E non solo. La gente ti prende per stupido, senza spina dorsale solamente perché non gli rispondi con la stessa moneta.
E così un bel giorno, dopo l'ennesimo intervento non richiesto la mia pazienza quasi infinita, si è esaurita. Per la mia sanità mentale ho preso la decisione di non partire più con il presupposto che siamo tutti delle brave persone.
Ora quando mi danno dei consigli non richiesti la mia risposta e"saranno affari miei, che dici? ", sempre sorridendo comunque. E nel caso in qui non comprendono, tiro fuori il mio" oxfordiano" molto ricco, cioè linguaggio da camionista. Posso assicurarvi che dopo vent'anni di lavoro a stretto contatto con solo uomini, è anche molto colorito. La necessità fa virtù.
E allora vengo compresa.