L' amicizia è una parola che ho sempre legato ad alcune persone, le conto sulle punta delle dita, nonostante ne abbia conosciute tante, anche per il semplice fatto di aver cambiato città.
Solitamente ci si lega a quelle poche persone conosciute durante l'infanzia con le quali il più delle volte si è frequentato le stesse scuole:
L, cara amica della scuola materna, ai miei tempi si chiamava semplicente asilo.
Lei tanto dolce e fragile, io forte e vivace. I poli opposti, ma proprio perchè eravamo agli antipodi, ci volevamo un gran bene, per lei ero la sua ala protettrice, io adoravo proteggerla.
Mi piaceva paragonarci a Candy Candy e alla sua amica Annie.
Peccato che i cartoni animati hanno sempre un lieto fine, invece la realtà ha sempre un sapore amaro.
Alle scuole elementari ci siamo perse di vista, nonostante il primo giorno di scuola fui chiamata dalla maestra di L. perchè andassi a consolare la mia amica che piangeva disperata in classe: soffriva per la nostra separazione.
Mi fece tanta tenerezza e la consolai per qualche ora, promettendole che non ci saremmo mai allontanate...ln prima elementare conobbi D., la mia attuale amica del cuore (quella del regalo rifiutato, per chi si ricorda il mio post).
Conoscevo già D. dall'asilo e non so perchè, in cuor mio, ho sempre desiderato essere sua amica: anche con lei vi erano grosse differenze, dal vestiario al carattere: D. vestiva con gonne, cerchietti merlettati, cuoricini e nastri colorati tra i capelli, sembrava un albero di natale addobbato. Io pantaloni, jeans, tute e tutto ciò che di più comodo esiste per una bambina. Lei impacciata e dolce, a volte a limite del mieoloso, io testarda e più glaciale.
La nostra amicizia è stata contornata dalla presenza di altre bambine che a volte hanno attirato le nostre gelosie, ma sono state solo amicizie passeggere, che non hanno mai intaccato quello che c'era tra me e D.
I litigi erano all'ordine del giorno, i nostri familiari ormai capivano dalle nostre facce se era successo qualcosa e questo voleva dire che la giornata era compromessa, almeno per quanto mi riguardava.
Ovviamente il mio orgoglio mi teneva ben lontana dal chiamarla per fare pace e lei lo sapeva bene, per questo era sempre lei a cedere ed a chiamarmi...e puntualmente facevamo la pace.
Ci vogliamo un gran bene, siamo come due sorelle, ne abbiamo passate di tanti colori ma ancora oggi siamo il sostegno l'una dell'altra, nonostante le nostre strade si siano divise prima alle superiori e poi quando decisi di cambiare città.Tra le amiche di oggi non ho un nome ben definito da potervi elencare, c'è V. che ho conosciuto durante il periodo universitario, quando decisi di fare un lavoretto part time per avere qualche soldo extra per me.
Entrambe lavoravamo in un call center e bastarono quei 3 mesi di lavoro perchè diventassimo grandi amiche: lei avvocato con la testa sulle spalle, sempre impeccabile e mai fuori posto, ma con tanta voglia di scoprire il mondo viaggiando e pomeriggi interi a studiare tomi di libri noiosi; io l'architetto, estrosa ma anche concreta, con una vita divisa tra nottate con i colleghi a fare esami e plastici e feste negli appartamenti degli altri studenti fuori sede come me. Lei figlia unica ed una vita tranquilla, io l'ultima di 5 figli e con una vita condivisa con altre ragazze in appartamento.
Nonostante le nostre vite abbiano preso pieghe differenti e gli impegni di ciascuna ci tengano distanti anche diverse settimane, non perdiamo mai l'occasione di vederci o chiamarci per tenerci aggiornate sulle nostre vite.C'è F., la mia cara collega universitaria, oggi bravo architetto e mamma di due splendidi bambini.
Il nostro incontro ha dell'insolito, che vi racconterò in un post a sè perchè troppo divertente per concedergli solo poche righe. I nostri incontri sono sporadici e si risolvono sempre con pranzi o cene, insieme al nostro caro collega e amico E., anche lui babbo di 2 piccoli bimbi. Abitiamo tutti in città diverse della Toscana, a poche ore di distanza, ma questo non ci ferma mai, anzi ogni volta mettere insieme le nostre famiglie ed i nostri figli è un momento magico che ci unisce sempre di più.Poi c'è lui, M. un caro amico che ho scoperto in seguito alla fine di un'amicizia che credevo vera e che mi ha distrutto. Da questa rottura però ne è nata una nuova ed ancora più bella che è iniziata con una breve convivenza, la più bella che abbia vissuto e che ancora oggi continua, nonostante la distanza che ci separa.
È una bella persona con cui la complicità non è mai mancata.Infine c'è E., mia collega e compagna di appartamento per tanto tempo. È stato grazie a lei se siamo diventate amiche, proponendomi un giorno di studiare un esame con lei, nonostante avessimo 2 anni di differenza. All'inizio ero scettica perchè pensavo che il suo carattere così allegro e la sua testa fra le nuvole potessero cozzare con il mio modo di fare e di pensare, invece mi sbagliavo, perchè dietro quel suo modo di fare, che E. usa come uno scudo per far fronte alle avversità che la vita le ha riservato, e lo fa in modo ammirevole, vi è una persona forte e determinata che non ha paura di seguire i propri ideali anche a costo di andare contro i propri cari.
Queste sono quelle amicizie che ho costruito con fatica durante la mia vita e sulle quali posso ancora contare, che non mi hanno mai abbandonato, con le quali ho litigato e discusso, come accade spesso nelle vere amicizie, ma non mettendo mai in discussione il rapporto che si è costruito, quello vero.
Un caro saluto a tutti e buona festa della mamma.
B.