Cari amici Steemittiani,
ci ritroviamo ancora insieme per parlare di questi ultimi mesi della mia gravidanza, nelle quali sono accaduti piccoli aneddoti che vorrei raccontarvi, prima di toccare come argomento quello dell'ultimo mese, il più sofferto da vari punti di vista; ma ne parleremo nel prossimo post, che sarà anche l'ultimo.
Se avete letto il post scorso, che potete trovare in fondo alla pagina insieme agli altri precedenti post, saprete che siamo arrivati all'estate, più precisamente verso il mio settimo - ottavo mese.
Nonostante avessi terminato di lavorare nel mese di luglio, per noi liberi professionisti il lavoro vero e proprio non termina mai, così come non c'è mai una fine per la formazione professionale; da qualche anno, infatti, hanno introdotto l'obbligo di aggiornamento continuo attraverso il conseguimento di crediti formativi professionali (cfp); per ottenerli dobbiamo seguire dei corsi che rilasciano tali crediti e raggiungere entro la fine dell'anno almeno 20 crediti, per un totale di 60 crediti in un triennio, pena la cancellazione dall'Albo.
Ovviamente come in tutte le cose, esistono corsi gratuiti che rilasciano al massimo 3/4 crediti e corsi a pagamento che ne possono rilasciare anche un centinaio, ma sarebbe tutto inutile, visto che quelli riconosciuti nell'anno in corso sono solo 20.
Credo abbiate capito che passiamo gran parte delle nostre giornate a cercare questi corsi gratuiti che non sono così facilmente reperibili, quindi quando capita un'occasione è sempre meglio prenderla al volo e non lasciarsela scappare.
Durante quelle 40 famose settimane mio marito mi inoltrò una e-mail che si rivelava molto interessante da 2 punti di vista:
- A Firenze una nota azienda di prodotti per l'edilizia organizzava un corso gratuito con cfp per architetti
- Il corso si sarebbe svolto presso la villa nella quale ci eravamo sposati!
Ero già stata in precedenza ad un corso organizzato da questa azienda e ne avevo un bel ricordo perchè, non solo era stato molto interessante per le nuove tecniche proposte, che si rivelavano davvero utili per l'esercizio della professione, ma al termine del corso l'azienda aveva offerto un ricco aperitivo a tutti i partecipanti.
Considerato che conoscevo bene le potenzialità della villa dal punto di vista culinario, decisi di partecipare al corso, convincendo anche mio marito e qualche altro collega a partecipare: l'aperitivo con quella vista su Firenze sarebbe stato spettacolare.
Tutte le mi aspettative si rivelarono esatte, fu un aperitivo in grande stile! C'erano davvero tantissime cose buone da mangiare, molte delle quali già provate al matrimonio; peccato che non avevo considerato un piccolissimo dettaglio: non potevo mangiare nulla!
Quando arrivai ai tavoli degli aperitivi, vidi all'istante che ero condannata ad un tremendo digiuno: c'erano cruditè, affettati e tante altre leccornie che mi erano assolutamente vietati!
L'unica cosa che potevo mangiare era la mega treccia di mozzarella che grondava latte da tutte le parti e pane e schiacciate a volontà. Stop.
Non potete immaginare la mia tristezza dinanzi a quella dura realtà che ormai si protraeva da troppe settimane e che cominciava a pesarmi; inoltre non potevo nemmeno cancellare quel momento di sconforto con il mio tanto amato flute di prosecco, che mi avrebbe tirato un pò su il morale.
Tornai a casa triste, amareggiata ed affamata: per consolarmi mangiai una pizza.
Un ultimo aneddoto che vi racconto riguarda invece il servizio fotografico che io e mio marito abbiamo deciso di fare all'ottavo mese di gravidanza.
Il nostro fotografo, alla consegna dell'album fotografico di nozze, prima di salutarci ci disse:
Mi raccomando vi aspetto qui da me per il servizio fotografico con il pancione, sarà il mio regalo per voi!
Lì per lì non abbiamo dato molto peso alla cosa, sono frasi di circostanza che si dicono per chiudere in amicizia un rapporto di collaborazione.
Quando però l'anno successivo ci trovammo veramente nella condizione da lui prospettata, decidemmo dunque di accettare quella proposta, per vivere una esperienza unica, forse irripetibile, e custodirne un ricordo.
All'inizio eravamo un pò impacciati, non sapevamo che facce fare o che posizioni assumere: il nostro amico però, avendo intuito il nostro disagio iniziale, ci mise subito a nostro agio, dandoci dei suggerimenti e spiegandoci quali fossero i punti da mettere in risalto; fui io la prima a mettermi in posa da sola e lo trovavo del tutto naturale guardare verso il mio bellissimo pancione, sostenendolo con le mani, quasi volessi proteggerlo.
Poi fu la volta delle foto con mio marito, con i suoi baci al piccolo ed i suoi abbracci.
Fu una esperienza emozionante che sono contenta di aver vissuto.
Saranno dei bellissimi ricordi che un giorno condivideremo con il nostro bambino.
L'immagine è di proprietà dell'autore
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