Tutto iniziò nel 1990, con i modiali di calcio Italia 90
Ero una ragazzina a quell'epoca, che frequentava le scuole medie, leggeva tanti libri di fantasia e romanzi, ma anche tanti Cioè; ero spensierata, mi innamoravo ogni giorno, o quasi, di uno diverso, oggi era il benzinaio, domani il ragazzo della bottega...non so come mai, ma il mio quartiere brulicava di ragazzi interessanti, ovviamente più grandi di me, che non passavano inosservati nemmeno alle altre ragazzine della zona, compagne di classe incluse.
Ricordo i km di passeggiate con la mia migliore amica, con la speranza che qualcuno di questi ci notasse; di sicuro ci avranno notato, quello è certo, ma non per il motivo sperato...
Eravamo ragazzine ed in quanto tali eravamo soggette alle cotte ed ai colpi di fulmine!
Io in quell'anno ebbi il mio primo e vero colpo di fulmine
Vi era in tv una partita di calcio dell'Italia e vedendo i miei fratelli esultare in quel modo, con tanto entusiasmo ad ogni goal, decisi di prestare attenzione alla partita, che dopo qualche minuto iniziò a coinvolgermi.
Iniziai a fare domande, le classiche che potrebbe fare una persona qualsiasi alla sua prima partita di calcio...guardavo quei giocatori rincorrere la palla con grande maestria, mi sembravano tutti bravi, soprattutto quel giocatore che segnava di continuo, un certo Totò Schillaci..avevo saputo che era palermitano, quindi subito si conquistò la mia simpatia...
Ma ad un certo punto, la mia attenzione si fermò su un giocatore in particolare, sul numero 13 per esattezza...chiesi subito a mio fratello:
Chi è il numero 13? Come si chiama?
Giannini - rispose - è il regista
Da quel momento non so cosa sia scattato in me, so solo che mi ero come ipnotizzata, nel campo guardavo solo lui, il numero 13, con i suoi capelli lunghi e il viso da angelo...
Mi ero innamorata del Principe, così lo chiamavano.
Cominciai da quel giorno a cercare ogni possibile fotografia o giornale che riportasse qualche sua immagine, compravo le figurine, con la speranza di trovare la sua, che puntualmente non trovavo, ma che scambiavo con i compagni di classe, per poi riempire le pagine del mio diario segreto ( che da oggi non è più segreto!)
Ho seguito tutte le partite dell'Italia, sia perchè ormai mi ero appassionata a guardarle ed a tifare, sia perchè era l'unico modo che avevo per poterlo vedere...ricordo addirittura che Giannini fece una promessa in quel mondiale, che mi lasciò preoccupata per tutta la sua durata: dichiarò che se non avesse vinto l'Italia si sarebbe tagliato i capelli!
E così fu, visto come andarono le cose...quindi dovevo anche aggiornare le figurine del diario..avevo il prima ed il dopo!
Diventai una super tifosa romanista, tutto per amore del Principe, che nella Roma portava la maglia numero 10 e tutte le sere del lunedì, dopo il fine settimana di campionato, restavo in piedi fino a tarda sera per seguire il Processo del lunedi di Aldo Biscardi con il solo ed unico scopo di vedere un'intervista del Principe.
Ero davvero cotta a puntino.
Poi un giorno, questa cotta fu superata, perchè trovai il mio Giannini nella vita reale, ma questa è un'altra storia che vi racconterò la prossia volta.
E voi, signori e signore, avete mai avuto delle cotte così struggenti e quasi maniacali come quella della sottoscritta? Mi piacerebbe saperlo! Almeno non sono l'unica matta!
Notte cari!
B.