Com'è complicato essere architetti, amici Steemittiani!
Perchè?
Vi siete mai sposati con un architetto? Beh, sappiate che se siete in procinto di farlo, forse è il caso che vi dica un paio di cosine:
Sappiate che non vi sposerete mai nella chiesa di quartiere
All'università studiamo tanta di quella storia dell'architettura, uno e contemporanea, che per poco di Brunelleschi o di Bernini, non conosciamo soltanto le loro opere grandiose ma anche quanti bicchieri d'acqua bevessero in un giorno, quindi pensate che ci possiamo accontentare di sposarci in una chiesa qualsiasi, anonima?
Attenzione! Nulla da togliere alle chiese di quartiere, per carità, a Palermo ce ne sono di belle girato l'angolo, ma mi trovo in Toscana, a Firenze: non verrebbe anche a voi la voglia di sposarvi in una chiesa che esteticamente abbia una bellezza da togliere il fiato, immersa nelle campagne e che storicamente rappresenti uno stile tipico della regione nella quale ho scelto di vivere?
E a Firenze e dintorni vi è davvero l'imbarazzo della scelta!
Avevo anche un sogno nel cassetto, che coltivavo da tanto tempo...sposarmi in questa chiesina:
Ma sapevo che era un sogno impossibile...avrei dovuto invitare me e mio marito!
Gli altri tutti fuori con il mega schermo, stile mondiali di calcio.
Accantonata questa idea barra sogno, quando io e mio marito abbiamo deciso di sposarci, abbiamo passato in rassegna un centinaio di chiese, prima di scegliere quella nella quale ci siamo sposati.
Penserete...che esagerati!
Eh no, carissimi, perchè siamo in Toscana, e qui le regole son rigide: se tu abiti in un quartiere, devi sposarti nella chiesa di appartenenza al quartiere!
Cosa? Tutti i sogni di bambina smontati da mera burocrazia?
Ma la cosa peggiore era che non si rifiutava la nostra chiesa di quartiere, ben propensa a farci sposare altrove, ma le chiese alle quali ci rivolgevamo, in quanto non appartenenti alla loro comunità.
Mai e poi mai!
Mi incaponii talmente tanto che iniziai una estenuante ricerca di una chiesa, tra quelle da noi scelte, che ci concedesse il permesso di sposarci fuori dal nostro comprensorio.
Non fu facile, credo di aver rischiato il primo divorzio anticipato nella storia!
Alla fine, dopo tanta ricerca tra le campagne toscane, superati grandi distese di ulivi e balle di fieno arrotolate, siamo giunti in una pieve meravigliosa, da togliere il fiato, che parlava di architettura, quella vera, quella storica, con tanto di portico e pietra a vista, con interno a capriate e suddivisa in navate: bella, bellissima!
L'avevo tanto desiderata e finalmente eccola lì, davanti ai miei occhi, tutt'attorno la campagna toscana.
Il prete era un polacco, ci accolse con un pò di freddezza e dopo una prima negazione, forse vedendo il mio sguardo deluso, disse:
Va bene soltanto se frequenterete la nostra parrocchia fino al giorno del vostro matrimonio.
Eravamo a febbraio.
Non potevo crederci, ero al settimo cielo, forse mio marito di più, ma per altri motivi!
Avrei coronato il mio piccolo sogno...
L'unica pecca era che quando dicevamo in giro dove ci saremmo sposati, la frase che seguiva puntualmente era sempre la stessa:
Ah sì, dove si è sposato Carlo Conti!!!
L'immagine è di proprietà dell'autrice
Notte amici.
B.